Informazione (21)

Privacy e polizia. Pazzo chi ha una idea precisa.

L'immagine che rende di più la questione è quella usata da un ingegnere anonimo di Apple in una intervista a Federico Rampini di Repubblica: si può vendere un appartamento trattenendo una copia delle chiavi per accedere quando il nuovo proprietario non c'è o, eventualmente, per farci entrare la polizia a richiesta? Nel caso, ormai divenuto famoso, dell'FBI che tenta di ottenere dalla casa di Cupertino un accesso all'iphone criptato di Syed Rizwan Farook, uno dei killer di San Bernardino (la strage del 2 dicembre scorso in California dove sono morte 14 persone).

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Si torna a leggere ma non gli ebook

Nel 2015 torna positivo, dopo cinque anni, il mercato del libro in Italia. Lo rivela l’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione italiana editori (Aie) sul mercato del libro, che sarà presentata domani, 29 gennaio, in apertura della giornata conclusiva del XXXIII° Seminario di perfezionamento della Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri in programma a Venezia.

Torna a crescere la lettura di libri di carta e rallenta quella dei libri digitali, spiega un comunicato. Per i libri di carta registra un +0,7% nei canali trade (dato Nielsen per Aie). E se si considera tutto il mercato (fatturato ebook e tutti gli altri canali come fiere, bookshop museali, ecc.), secondo le stime dell’Ufficio studi Aie, il 2015 chiude con un +1,6% sull’anno precedente.

In particolare, la lettura di libri nella popolazione con più di 6 anni è tornata a crescere nel 2015 (elaborazione Aie su dati Istat, +1,2% = 283mila persone in più che leggono) e riguarda oggi 24milioni di persone. E’ tornata a crescere soprattutto tra i lettori deboli e occasionali.

Le fasce dei bambini e ragazzi (6-14enni: 46,5%), le fasce pre-scolari (63%) e gli Young Adults (52,5%) continuano a leggere più libri rispetto alla media della popolazione italiana, che si attesta al 42% (lettori di almeno un libro non scolastico nell’anno).

La lettura di ebook, invece, rallenta nel 2015 (elaborazioni Ufficio studi Aie su dati Istat, -5,6% = 277mila persone in meno) ma continua a riguardare una parte di popolazione italiana sostanzialmente stabile di 4,5-5milioni di persone.

I due indicatori, lettura di libri di carta e lettura di ebook, non si possono sommare (per il diverso tipo di rilevazioni) ma i due dati, se analizzati insieme, confermano che ormai è cambiato il mix con cui il lettore combina carta e digitale secondo le sue necessità quotidiane.

 

Fonte: Prima Comunicazione.it

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Native Advertising: il futuro della pubblicità

Non è più la pubblicità che cercherà l'utente ma sarà proprio l'utente a cercare i suoi interessi grazie a dei banner personalizzati. Tutto questo diventerà possibile grazie al "Native Advertising", un progetto che attirerà i navigatori del web. Finalmente sarà possibile evitare tutte quelle fastidiose pubblicità che, per un click o altro, non permettono una navigazione serena, soprattutto usufruendo della versione mobile con tablet e smartphone. Grazie all'utilizzo dei social, infatti, sarà il fruitore del servizio che, indirettamente, avrà davanti ai suoi occhi delle offerte sui servizi che possono attirare la sua attenzione. Questa delicata operazione, porterà l'utente ad interessarsi in prima persona del banner, catalizzando l'attenzione. Per questo motivo, i banner non saranno più evitati o chiusi senza aver nemmeno dato un'occhiata. Il sito offrirà della pubblicità a seconda dei suoi contenuti, così da concentrare il mercato sulle affiliazioni dei prodotti con l'idea di fondo. Un esempio potrebbe essere rappresentato dal sito "Facebook" che, con i "promoted post", propone una sorta di pubblicità su misura, come fosse un abito da indossare. Con un algoritmo programmato, chiamato EdgeRank, Facebook garantisce la visibilità di un post di un profilo o di una pagina, sviluppando una sorta di "consultazione virtuale", con l'utente che visualizzerà nella schermata principale le notizie con cui c'è stata interazione (mi piace, commento ecc.). Questa la nuova frontiera nel Web 2.0: soddisferà le aspettative degli utenti?

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Programmatic Adv, la borsa valori della pubblicità online

 

Motori di ricerca, campagne advertising, i vecchi banner. La pubblicità online cambia forma e diventa una vera e propria borsa valori. In questi giorni mi sto formando sul programmatic advertising per mettere queste nuove conoscenze a disposizione dei miei clienti a partire dall’inizio del prossimo anno. Ne ho sentito parlare durante un evento organizzato da IAB e me ne sono interessato: si tratta di una sorta di borsa valori telematica che centralizza l’offerta di pubblicità della rete e ti permette di ottimizzarne gli investimenti a seconda delle aree e dei target che ti interessa contattare. Una maniera per gestire in maniera organica quello che oggi gli investitori sono costretti a fare “manualmente” su ogni singola piattaforma. Dalle campagne research o display di Google, passando per social network e sull’adv display nelle più utilizzate piattaforme di condivisione video, il programmatic è uno strumento che reputo interessante non solo per una comodità gestionale di chi deve gestire più piattaforme per più clienti (come nel mio caso) ma anche per ottimizzare le risorse basandosi su algoritmi e dati che sono patrimonio condiviso. Nel 2015 più del 30% dell’intero mercato pubblicitario italiano passerà dall’Internet Advertising (fonte Primaonline): parliamo di 1,8mln di euro (rispetto a 1,4mln dell’Adv tradizionale). E’ evidente che la tendenza dei big spender è consolidata da qualche anno ma, cosa meno scontata, sempre più si affacciano a questo mercato piccoli investitori, aziende medio-piccole che trovano nella rete un supporto importante al proprio business. Ma proprio perché si tratta di aziende medio-piccole spesso quegli investimenti vanno per tentativi, si muovono in maniera non sempre organica e, in molte occasioni, rischiano di vanificare i risultati. Il programmatic è uno strumento che permette di canalizzare quegli investimenti e di gestirli in maniera ottimale senza il rischio che lo strumento che usi ti “suggerisca” investimenti più in linea con i suoi obiettivi di guadagno che con le esigenze dell’investitore. Le piattaforme di Programmatic Adv sono una specie di aggregatore indipendente che analizza e programma le risorse cogliendo il meglio (per il profilo dell’investitore) su quello che il web offre. Io sto studiando. Ne riparliamo a gennaio.

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Basilicata: 22mln di euro per la banda ultralarga

L'innovazione della PA, passa necessariamente dalla disponibilità di una banda larga efficace ed affidabile. Come, ovviamente, accade anche per il settore privato, la connettività dovente sempre più un problema di portata ampia. Mettere a sistema l'economia del paese con la PA significa offrire strumenti perché questo avvenga. 

Da anni termini come e-governement tornano di moda a fasi alterne senza, tuttavia, arrivare ad un definitivo approccio alla realizzazione di una pubblica amministrazione che metta al bando carta, lungaggini, meccanismi farraginosi e burocrazia (intesa come quel buco nero dove tutto si perde). 

Su questa via la Basilicata rende operativa una task force, già nominata a febbraio, per spingere sulla messa a punto di un nuovo piano regionale di e-gov e la realizzazione di infrastrutture per l'erogazione di servizi evoluti.

Mettere a punto un nuovo piano regionale per l’e-government e lo sviluppo dell’Ict a livello locale, inquadrare a sistema tutti i principali progetti avviati e al via anche in ottica di riuso, spingere l’adozione del cloud computing, dei social network, del web semantico e degli open data, riorganizzare il processo di procurement-to-pay per rendere sempre più trasparente la spesa pubblica e abbattere i tempi di pagamento, promuovere il coordinamento dei contributi regionali e creare condizioni favorevoli di accesso a fondi nazionali ed europei, avviare un piano di promozione della cultura digitalefra cittadini, imprese e amministrazioni. Sono questi gli obiettivi di medio-lungo termine che si è data laRegione Basilicata, fra le best practice nazionali in tema di adozione degli strumenti digitali e dell’Ict per lo sviluppo locale. 

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Le app superano il web mobile

L'86% del tempo trascorso sui dispositivi mobili è sulle applicazioni e non sul 'mobile web' tramite gli appositi programmi browser. Lo afferma una ricerca su base Usa della società d'analisi Flurry, riferita al primo trimestre 2014, secondo la quale in generale gli utenti ''mobili'' passano di anno in anno sempre più tempo incollati agli schermi di telefoni 'smart' e tablet. Al primo posto le app dei giochi, seguite da Facebook e dai servizi per chat e messaggi.

Lo studio evidenzia che in media un consumatore americano trascorre su dispositivi mobili due ore e 42 minuti al giorno, 4 minuti in più rispetto a un anno fa. L'utilizzo delle ''app'' - che consentono di accedere in modo più diretto e con funzioni 'ad hoc' rispetto ai rispettivi servizi in versione web - cresce a discapito dei browser per il web 'mobile'. In cima alle 'app' più popolari ci sono quelle ludiche, che rappresentano il 32% di tutto il tempo trascorso su dispositivi mobili. Al secondo posto Facebook (Instagram compreso ma non ancora WhatsApp), con il 17%, e al terzo le altre app di social network e per i messaggi (11%, di cui solo l'1,5% Twitter).

 

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Adolescenti, donne e pensionati ossessionati dal web

Ragazzi ossessionati dai videogiochi online, donne dipendenti dai social network, pensionati che si trasformano in internauti navigati con il pallino del gioco d'azzardo: ogni età ha la sua web-dipendenza. Non c'è più un identikit, "tutti siamo potenzialmente a rischio di diventare 'addicted'. La maggior parte delle persone si accorge di essere sul punto di oltrepassare i limiti e mette in atto meccanismi di compensazione. Chi resta imprigionato nel limbo sviluppa la dipendenza da Internet". E' questa la fotografia dei nuovi 'schiavi': dipendenti non da sostanze stupefacenti, ma dalle tecnologie e in particolare dalla Rete, che si trasforma in una vera droga della quale non si riesce più a fare a meno. A fare il punto è Paolo Antonio Giovannelli, direttore dell'Esc Team, un gruppo specialistico nato a Milano proprio per prendere in carico i casi di web dipendenza.

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Google glass, un'app per le emozioni

Presentati ufficialmente già da molti mesi e testati fino ad oggi da migliaia di persone grazie al programma Explorer, i Google Glass hanno iniziato ad attirare l'attenzione degli utenti in molte occasioni promettendo una esperienza di navigazione e interazione senza precedenti, data dall'utilizzo di questi occhiali a realtà aumentata.

Da tempo molti sviluppatori hanno iniziato a lavorare alla realizzazione di app innovative per questo nuovo prodotto made in Google, e in attesa della commercializzazione ufficiale, ecco che anche l'azienda Emotient ha confermato di essere al lavoro su di un'app che, in futuro, potrebbe consentire di leggere le emozioni delle persone in base alle loro espressioni facciali.

Secondo le informazioni disponibili, Emotient ha lanciato una priva fase Beta privata per testare le funzionalità di questo software.

In base a quanto riferito, il software in questione sfrutterebbe la fotocamera dei Google Glass per analizzare le espressioni facciali degli utenti così da comprendere i sentimenti delle persone in un determinato momento, non archiviando immagini degli utenti, ma esclusivamente dati anonimi.

Ciò potrebbe rivelarsi utili ad esempio per i rivenditori, in modo da comprendere i sentimenti che i consumatori provano nei confronti di specifici prodotti. Al momento i test sono in corso con la collaborazione di altre aziende, ma in futuro la versione finale dell'applicazione potrebbe venire utilizzata da tutti.

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Toc toc. Il drone consegna per Amazon

Circa 750mila prodotti tra quelli disponibili sul famoso sito di acquisti online nella città di Milano, per 39 codici postali dell'area, arrivano a casa in sole 10 ore: l'operazione si chiama “Spedizione Sera” è ordinando sul sito entro mezzogiorno è possibile ricevere il pacco tra le 18.00 e le 21.00, dal lunedì al sabato.
Il servizio è disponibile per la maggior parte delle categorie presenti su Amazon.it, con una particolare attenzione per libri (oltre 400mila articoli), musica (oltre 170mila articoli), dvd ed elettronica e comprende anche prodotti appartenenti alle categorie Casa e Cucina, Giochi e Giocattoli, Scarpe e Borse, Orologi, Sport e Tempo Libero e Prima Infanzia.
Ma il meglio deve ancora arrivare: il colosso punta a consegnare i pacchi direttamente  via aria, fin davanti alla porta di casa, grazie a un piccolo drone telecomandato. La consegna sarà garantita in meno di 30 minuti.  Il servizio «Prime Air», così si chiama, è in fase di sperimentazione in attesa di raccordarsi con le leggi federali statunitensi nel qual caso potrebbe essere adottato entro i prossimi quattro o cinque anni. I droni dell’azienda di Seattle, velivoli che viaggiano senza pilota, controllati da computer a bordo, potranno trasportare colli pesanti fino a 2,5 chilogrammi, il che rappresenta oggi l’86% delle consegne di Amazon. Mezz'ora per coprire zone nel raggio di 16 chilometri dai magazzini in cui vengono preparati gli ordini. In questo modo vengono tagliate le spese e i tempi di consegna.

 

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Cinema, la Lombardia investe 1,5 mlm di euro

Lombardia Film Commission, la fondazione no profit (i cui soci sono Regione, Comune di Milano, fondazione Cariplo e Unioncamere) nata per promuovere l’industria cinematografica in Lombardia, lancia il 16 gennaio ‘Lombardia Film Fund’, un bando da 1,5 milioni di euro per sostenere attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto cinema, serie tv e web, documentari, fiction, animazioni, corti e mediometraggi realizzati in regione. L’obiettivo – scrive la Lfc sul suo sito – è di valorizzare il patrimonio culturale, naturale e ambientale della Lombardia, anche ai fini turistici, favorire lo sviluppo dell’occupazione e promuovere le risorse professionali e tecniche del territorio.

Possono presentare domanda le piccole e medie imprese, la cui attività primaria o secondaria sia la produzione cinematografica, di video, di programmi televisivi e di film, costituite da almeno 12 mesi alla data di pubblicazione del bando. Le produzioni dovranno attestare la proprietà totale o parziale dei diritti del progetto o per audiovisivi realizzati con un minimo del 30%, quota ridotta al 20% in caso di produzione internazionale.

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