Idee (31)

Lulù, un tuttofare di quartiere

Montaggio mobili, piccoli e grandi lavori di bricolage, trasporto e facchinaggio, assistenza informatica, supporto amministrativo, gestione domestica (pulizie, stiratura, lavaggio vetri e verande), lavori di giardinaggio, chef a domicilio, lavori di sartoria; e ancora baby&dog sitting, corsi a domicilio, supporto ai figli per i compiti, recapito pacchi, innaffiata piante, consegna cornetti caldi e giornali...

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25mila euro con Internet of Things

IoT, Internet of Things. Tradotto in italiano come Internet delle Cose. Praticamente una evoluzione del Web, l'ennesima, che permette ad un oggetto elettronico di "ragionare" secondo dati e statistiche. Grazie alla Rete, ad esempio, le piante verranno innaffiate con intervalli che dipenderanno direttamente dalla necessità delle stesse. E' la macchina che cerca di assumere sembianze umane. Progetto tanto interessante dal punto di vista del progresso tecnologico, quanto difficile da realizzare.

Proprio per questo motivo, il "Superpartes Innovation Campus", che lavora costantemente con le startup, la rivista "Selezione di Elettronica" e il fornitore di servizi di elettronica "Digi-Key", hanno pensato ad un concorso per dare un'opportunità a chiunque volesse dedicarsi alla IoT.

Il valore della borsa di studio si attesta sui 25.000 € e sicuramente servirà un'idea innovativa per colpire i vari membri della commissione, formata prevalentemente da informatici, giornalisti ed esperti del settore. La partecipazione è gratuita e la scadenza è fissata per il 30 Giugno. Potranno partecipare studendi universitari, ma anche, ad esempio, sviluppatori di software e hardware.

Il vincitore sarà premiato in occasione dell'Innovation Day, che si terrà nella città dell'EXPO, Milano, durante la stagione autunnale.

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Quanto offrite per Tim Cook?

E' tutto vero: Tim Cook, Amministratore Delegato dell'importante società "Apple", è stato "messo" all'asta e sarà venduto al miglior offerente. Tutto nasce da un'idea per aiutare, contribuendo economicamente, il Centro Robert F. Kennedy per la giustizia e i diritti umani. L'organizzazione, attiva da decenni, aiuta tutte le persone in difficoltà per quanto riguarda cambiamenti tecnologici, la ricerca del lavoro, pensionati e studenti. Difficile, dunque, realizzare progetti importanti con poco budget. Non è il primo anno che l'AD si mette in gioco per scopi esclusivamente benefici: nel 2013, per avere la compagnia di Cook e di un caffè, furono raccolti circa 600.000 dollari mentre lo scorso anno la cifra si è dimezzata. Quest'anno, oltre al pranzo, al miglior offerente è concessa la possibilità di accedere con due pass al prossimo try-out della "Apple", dove verranno presentati nuovi progetti e indagini di mercato sulle vendite. L'obiettivo è chiaro: raccogliere più fondi possibili per aiutare la fondazione. La base d'asta è di 165.000 dollari ma, presumibilmente, entro il 6 Maggio, data ultima per presentare un'offerta, la somma dovrebbe aumentare. Quanto costerà un pranzo con una delle persone più importanti del mondo digitale?

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Perché il passaparola non aiuta il tuo business

Quante volte hai sentito dire che il passaparola è la migliore pubblicità per il tuo business? Altrettante volte avresti dovuto sentir dire che in realtà questo non è vero, almeno non sempre.

In realtà quando un cliente nuovo arriva a te tramite mediazione, lo fa con una forma mentis che, di suo, tende a sminuire il tuo lavoro: inconsciamente pretende un trattamento di favore. L'essere “presentato” lo autorizza a credere che potrà avere quello che gli serve a condizioni migliori.

Il “passaparola”, quindi, non è sempre un vantaggio. Questo vale soprattutto per quelle attività non distribuiscono semplicemente prodotti (o servizi) ma hanno al proprio interno un alto tasso di lavorazione. In questo contesto non ci si può permettere di fare il massimo  al minimo del costo. E' il concetto di sopravvivenza, non di business. Quindi, alla fine, il passaparola rischia di non essere un buon affare (anche perché l'eventuale trattamento di favore al cliente non lo esimerà dal tempestarvi in caso di problemi sul prodotto/servizio). Si aggiunga che il passaparola non è uno strumento "controllabile" e, quindi, non costituisce una azione programmabile e su cui si può fare affidamento in termini più o meno scientifici per accrescere il tuo business.

Il tema centrale, in termini generali, è sempre uno: l'effettivo valore che riusciamo a dare (e a fare percepire) per il nostro servizio/prodotto. Un prezzo basso con il rischio di non ottenere un (buon) risultato è sempre preferibile ad un prezzo congruo che invece mi dia maggiori garanzie di riuscita?

 

 

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Sony torna alla cassetta.

 

Al giorno d'oggi le tecnologie per l'archiviazione dati di certo non mancano; dai classici HDD ed SSD, passando alle memorie Flash, ai NAS e arrivando ai servizi Cloud, le opzioni fornite dai produttori sono davvero molte e in continua evoluzione.

Nonostante questo però suscita senza dubbio curiosità l'ultima proposta di Sony, che ha i qualche modo "rispolverato" le vecchie cassette a nastro magnetico, quelle che per intenderci si usavano per ascoltare la musica fino a qualche anno fa. Ovviamente parliamo di cassette non convenzionali ma che nella nuova versione del colosso Giapponese avrebbero una capienza di circa duecento hard disk odierni.

Anche se non si conoscono molti dettagli sul metodo di realizzazione, l'azienda ha però dichiarato di esser riuscita a realizzare la cassetta in condizioni di vuoto, con nanocristalli orientati dalle dimensioni veramente molto ridotte messi su uno strato di soli 5 micron di spessore. La cosa eccezionale però è che i cristalli avrebbero una dimensione di 7.7 nanometri.

Ma quanta capacità avrebbe quindi questa "cassetta"? Circa 185 TB, ossia di 148 GB di dati per pollice quadrato. Una tecnologia che vedrebbe dunque un ritorno del vintage almeno riguardo i server aziendali e l'ambiente enterprise, anche se non si esclude un utilizzo per l'utente finale visto il costo non troppo elevato dei supporti.

 

Fonte HdBlog

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L'app che ti ricorda dove parcheggi

Ora: sarà che io sono uno di quelli che, quando pensa ad altro, si dimentica sistematicamente dove ha parcheggiato ma io, questa nuova app di Google la trovo davvero interessante. 

In più occasioni mi è capitato di avere difficoltà a ricordare dove avevo lasciato la macchina. Il meccanismo è semplice: guidi pensando alle tante cose che hai da fare, a una in particolare o (diciamola tutta) semplicemente sei distratto perché pensi, come diceva la mia maestra delle elementari, alle vacche svizzere e, quindi, quando lasci la macchina vai non ti ricordi dove.

Non è raro vedere esemplari del mio genere vagare per le strade delle città in cerca di un lampo della memoria che li possa far sentire meno impotenti. Qualche volta capita anche (chi mi conosce di persona avrà sentito tante volte questo racconto) di partire in macchina e tornare in treno per poi ricordarsi solo nella stazione di ritorno. La soluzione è una soltanto. Dissimulare, fare un biglietto e tornare sui propri passi (via ferrovia) a recuperare la propria vettura.

Comunque, tornando all'applicazione, questa di Google sembra interessante perché fa tutto da sola. Se da un lato questo potrebbe indurre in errore il sistema (ovviamente il meccanismo registra il punto di fermata di un mezzo che prima era in movimento ma non distingue tra autobus, treni, macchine proprie o altrui), dall'altro certamente supera il problema di altre applicazioni che, ad esempio, si basano su dispositivi attivati in macchina con cui lo smartphone dialoga. Ora, per uno come me, che parte in auto e torna in treno, salvo poi tornare sui propri passi, ricordarsi di attivare il dispositivo prima di scendere può essere una cosa abbastanza difficile. 

Dimenticavo l'applicazione di Google si chiama Parking Location. Così, giusto per la cronaca.

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Socialbombing, aggregatore o nuovo social?

La campagna ha successo. Così tanto che Twitter s'impensierisce e ci mette un freno, bloccando la piattaforma. Inizia (col giallo) l'avventura del primo portale di social bombing all'italiana, Socialbombing.org. Che, a dirla tutta, si presenta come "il primo aggregatore mondiale delle missioni social". L'obiettivo? Chiedere al ministro della Cultura Dario Franceschini di "non fare retromarcia" e "non introdurre" il balzello su smartphone e tablet a uso e consumo della Siae.

Il portale - che, come recita il sito, "mette a disposizione uno spazio virtuale per lanciare una missione su un dato tema e, allo stesso tempo, consente a chiunque di aderire alle missioni esistenti" - sfrutta la possibilità di far arrivare a un destinatario lo "stesso tweet di protesta o proposta" un numero potenzialmente illimitato di volte, rendendo così il messaggio "ineludibile". Un modo di fare che Twitter considera borderline allo spam e quindi 'sanzionabile' in base alle regole in vigore presso il sito con base a San Francisco. 

Destino, quello della chiusura per violazione delle regole, toccato a suo tempo anche a Thunderclap, il sito usato (persino) dalla Casa Bianca per amplificare la portata social delle sue campagne. Semplificando all'osso: l'idea di base è quella di raggruppare sotto una stessa bandiera una moltitudine di messaggi per poi rilasciarli in un sol colpo nel mare magnum di Twitter, smuovendo così i trending topic e raggiungere visibilità. Che poi è quanto speravano di ottenere gli autori della campagna #iniquocompenso - firmata, tra gli altri, anche da Altro Consumo - lanciata per solleticare la sensibilità del ministro Franceschini.

"La vera novità", spiega Marco Camisani Calzolari, imprenditore milanese con base a Londra e fondatore di Socialbombing.org, "è la possibilità di aggregare azioni che fino a ieri erano sparse o singole. Al contrario delle petizioni online, non bisogna aspettare un certo numero di adesioni prima di poter iniziare a far pesare il messaggio. E poi è tutto trasparente: i numeri sono pubblici, facilmente controllabili".

 

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Un "carosello" delle tue foto su Dropbox

Dropbox punta sempre più in alto: il servizio per salvare i file nella "nuvola" del web, cloud, - rivale di Drive di Google e OneDrive di Microsoft appena rinnovato - ha svelato una nuova serie di applicazioni che lo pongono in competizione ancora maggiore con i colossi di Mountain View, Redmond ma anche Apple. Tra le novità 'Carousel', per raccogliere le foto in album. In più nel board di Dropbox è appena arrivata una new entry: l'ex segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice.

Carousel, un'app per iOS di Apple e Android, consente di organizzare e condividere tutte le proprie foto e i video salvati su Dropbox. Un "posto" online dove conservare i propri ricordi, e dove 'sfogliare' le immagini più agilmente rispetto a Dropbox stessa. Un servizio simile a Picasa di Google. Tra l'altro integra anche una funzione per condividere immediatamente le immagini via messaggio o mail. Altra grande novità è l'app Mailbox - già lanciata per iOS - ora disponibile anche per Android, per organizzare la posta elettronica, una sorta di sfida a Gmail. E poi c'è "Project Harmony", che consente agli utenti di Dropbox di vedere su quali file stanno lavorando i colleghi mentre usano app della suite Microsoft Office.

Per Drew Houston, ad di Dropbox, l'annuncio segna l'inizio di un "nuovo capitolo" per la compagnia che così lancia una famiglia di applicazioni che consentono non solo di immagazzinare dati ma anche per "riportarli in vita". Il servizio cloud al momento a oltre 275 milioni di utenti, in crescita rispetto ai 200milioni di novembre scorso.

Fonte Ansa

 

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Un posto per la "pennica" su Google Naps

Voglia di un sonnellino mentre si è a spasso? Arriva un sito web anche per questo: si chiama Google Naps ed è la parodia del celebre servizio mappe di Google, Maps appunto. Una particolare versione web lanciata da due creativi olandesi: attivando la geolocalizzazione, Google Naps segnala su mappa i posti migliori per una 'pennica', per lo più parchi e panchine, in tutto il mondo. A inventarla due ragazzi dell'agenzia creativa olandese Kakhiel, che si firmano Venour e Biko.

L'intento di parodia nei confronti di Google Maps è palese e apertamente dichiarato, tanto che - onde evitare eventuali ritorsioni legali da parte del colosso di Mountain View - i creativi hanno lasciato sul sito un messaggio indirizzato ai fondatori di Google e agli altri dipendenti specificando che si tratta di uno scherzo. ''Non vogliamo danneggiare il vostro brand o altro, ma solo far sorridere tutti i fan di Google - scrivono -. Quindi per favore non citateci in giudizio, abbiamo solo pochi euro in banca. E non vogliamo nemmeno andare in galera perché siamo troppo impegnati con altro al momento''. I luoghi ''da pennica'' indicati da Google Naps vengono di volta in volta aggiunti dagli utenti. Per lo più al momento si tratta di panchine o spazi pubblici come parchi.

Fonte Ansa.it

 

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Il battito fetale in un'app

Foto Iberpress

Bellabeat Connected System tiene traccia anche di dati importanti come i battiti cardiaci al minuto, il numero di volte in cui il piccolo scalcia e il peso del feto.

Un'applicazione per le future mamme che permette di rilevare il battito cardiaco del feto attraverso lo smartphone. Bellabeat Connected System, con gli strumenti in dotazione, consente infatti di ascoltare il battito del piccolo e di registrarlo per 'condividerlo' con parenti e amici.

L'app include un monitor della frequenza cardiaca e tiene traccia anche di dati importanti come i battiti cardiaci al minuto, il numero di volte in cui il piccolo scalcia e il peso del feto.

Fonte AdnKronos.it

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