Native Advertising: il futuro della pubblicità

Non è più la pubblicità che cercherà l'utente ma sarà proprio l'utente a cercare i suoi interessi grazie a dei banner personalizzati. Tutto questo diventerà possibile grazie al "Native Advertising", un progetto che attirerà i navigatori del web. Finalmente sarà possibile evitare tutte quelle fastidiose pubblicità che, per un click o altro, non permettono una navigazione serena, soprattutto usufruendo della versione mobile con tablet e smartphone. Grazie all'utilizzo dei social, infatti, sarà il fruitore del servizio che, indirettamente, avrà davanti ai suoi occhi delle offerte sui servizi che possono attirare la sua attenzione. Questa delicata operazione, porterà l'utente ad interessarsi in prima persona del banner, catalizzando l'attenzione. Per questo motivo, i banner non saranno più evitati o chiusi senza aver nemmeno dato un'occhiata. Il sito offrirà della pubblicità a seconda dei suoi contenuti, così da concentrare il mercato sulle affiliazioni dei prodotti con l'idea di fondo. Un esempio potrebbe essere rappresentato dal sito "Facebook" che, con i "promoted post", propone una sorta di pubblicità su misura, come fosse un abito da indossare. Con un algoritmo programmato, chiamato EdgeRank, Facebook garantisce la visibilità di un post di un profilo o di una pagina, sviluppando una sorta di "consultazione virtuale", con l'utente che visualizzerà nella schermata principale le notizie con cui c'è stata interazione (mi piace, commento ecc.). Questa la nuova frontiera nel Web 2.0: soddisferà le aspettative degli utenti?

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