Iniziative (14)

EA Sports: che sorpresa per Fifa 16!

La EA Sports è stata sempre attenta alle operazioni marketing, studiando qualsiasi tipo di alternativa per attirare nuovi utenti e coccolare i propri. L'esempio eclatante è "The Sims", un gioco che ha rivoluzionato le preferenze dei videogiocatori: un simulatore in grado di creare diversi "mondi virtuali", dove ogni personaggio ha il destino segnato dal creatore del mondo, ovvero il giocatore stesso. Questo universo virtuale ha riscosso notevole successo e la EA Sports è entrata quasi in tutte le case di ogni videogiocatore, grazie anche a titoli che simulano film, dove si ha la possibilità di guidare i propri personaggi preferiti (Harry Potter e Il Signore degli anelli sono solo due esempi di una vasta gamma di giochi messi a disposizione) e sport, replicando realmente squadre e atleti, come Basket (NBA Live), Football (Madden NFL) e Calcio (FIFA).

L'ultima novità arriva proprio dall'ultimo titolo elencato: FIFA 16, presentato quest'oggi in anteprima. Il colosso della simulazione calcistica introdurrà per la prima volta squadre di calcio femminili all'interno del videogioco. Per la prima volta dal 1996, 12 squadre nazionali femminili (tra le quali anche l'Italia) saranno delle probabili scelte per amichevoli o piccoli tornei.

Certamente un colpo di genio per i produttori del software che cercano, con questa novità, di sbarazzarsi della concorrenza dell'altro titolo in voga nel mercato dei videogiochi (PES, prodotto dalla KONAMI). Inoltre, verranno migliorati anche altri aspetti del gioco, per migliorarlo costantemente.

Una cosa è certa: la FIFA punta sul calcio femminile e, questa novità, non è altro che un attestato di merito verso uno sport che sta raccogliendo successo anche nel mondo femminile.

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Arriva il quad-play: in Italia accordo Sky-TIM

TIM e Sky trovano un accordo che cambierà le abitudini degli italiani: arriverà nel Belpaese il quad-play. Un'unica offerta per unire chiamate con il telefono fisso, chiamate con i telefoni mobili, internet e contenuti televisivi a pagamento. Tutto questo, sarà possibile grazie alla fibra ottica. Il cliente riceverà il Decoder "My Sky", con cui non si collegherà più alla parabola ma si servirà della rete Internet. Muteranno le abitudini degli italiani? Molto probabilmente. Sicuramente, questa partnership sarà l'inizio di una nuova era digitale che, nella sua semplicità, garantirà un servizio completo, fruibile per tutti i cittadini ad un costo non elevato. La televisione cambia frequenza: o meglio, l'utente modifica le proprie abitudini. E si semplifica la vita, unendo tutto in una sola offerta. Vantaggiosa? Sarà il consumatore a giudicare ma vedendo i risultati ottenuti in Inghilterra sembrano dare ragione a chi ha pensato il prodotto: una famiglia su 5 ha in casa un'offerta pay collegata con la banda larga e con il cavo. Tutto ovunque, ovunque tu sia, sfruttando semplicemente un collegamento. Il motto funziona, l'idea è originale. Sky e TIM, attraverso le parole degli amministratori delegati delle due aziende, chiariscono tutti i possibili dubbi, mettendo in luce le caratteristiche fondamentali per promuovere questo legame.  Avrà successo in Italia? Lo scopriremo nel corso del tempo.

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Dop e Igp, la tutela di Ebay

E' possibile tutelare il made in Italy nelle vendite online? Come si valorizzano i marchi Dop e Igp su una piattaforma di vendita come quella di Ebay? Il tema non è certamente secondario se si considera l'esplosione dei "tentativi di vendita" tramite la famosa piattaforma di aste online delle aziende italiane che, sempre più, si lanciano su questa via. Certamente una opportunità non da poco per i prodotti ma anche il rischio concreto di confusione e di dispersione nel mare magnum delle offerte. 

Per questo l'Associazione Italian dei consorzi indicazioni geografiche (Aicig) ha sottoscritto un protocollo d'intesa con il Ministero delle politiche agricole  e la stessa Ebay.

L'obiettivo è duplice: da un lato fermare i falsi e valorizzare le eccellenza. Dall'altro la promozione della conoscenza, tra gli utenti, dei prodotti di qualità del Bel Paese rafforzando la presenza commerciale delle aziende dei marchi Dop e Igp: il sistema, previsto dal protocollo, di segnalazione delle violazioni sulle norme che regolano le certificazioni di qualità e di indicazione geografica diventeranno una specie di controllo sociale digitalizzato sulle truffe e sugli abusi. 

L'occhio di questo Grande Fratello digitale contro le violazioni saranno i circa 37mila utenti del Programma di verifica dei diritti di proprietà: un sistema che consente ai titolari di diritti di proprietà intellettuale (brevetti, copyright, marchi registrati, ecc) di segnalare le violazioni: 

Tramite il Programma VeRO, il Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (IcqrF) del ministero delle Politiche agricole, insieme all'Aicig, si impegnano a inviare a eBay “notifiche di violazione di diritti di proprietà intellettuale in relazione alle produzioni DOP e IGP”.

eBay si impegna a rimuovere gli annunci dove vengono riscontrate violazioni relative ai prodotti Dop e Igp. Contestualmente l'Ispettorato attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell'Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati.

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Bambini in alto mare, la campagna Aibi

Ai. Bi. Amici dei Bambini scende di nuovo in campo a sostegno dei migranti, soprattutto mamme e bambini organizzando una raccolta fondi. Il numero per sostenere l’iniziativa è il 45509 tramite SMS, per dare un aiuto concreto ai migranti sulle coste italiane e in particolare ai Bambini in Alto Mare. Dal 13 gennaio al 2 febbraio 2014 sarà possibile donare 2€ con un SMS al 45509 da cellulare personale Tim, Vodafone, Wind, Tre, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Nòverca e per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT. Sarà possibile inoltre donare 2 o 5 € con una chiamata allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali.
Promotore della campagna, al fianco di Ai.Bi., è Max Laudadio, inviato di Striscia la Notizia e amico dell’Associazione da diversi anni. Oltre a prestare gratuitamente la sua immagine e la sua voce per la comunicazione, Max ne è il protagonista: ha deciso di spendersi in prima persona, schierandosi in prima fila a sostegno del progetto.

 

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Educare un figlio nativo digitale.

Si chiama “Libro Bianco Media e Minori”, presentato qualche giorno fa dall'Agcom in un workshop alla presenza del presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani, Enzo Cheli, del Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vincenzo Spadafora, del Presidente del Comitato Media e Minori, Maurizio Mensi, del Presidente del Consiglio nazionale degli Utenti, Angela Nava Mambretti, del Capo Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, Caterina Cittadini e del Direttore Generale di Save The Children, Valerio Neri.

Tutelare i minori significa conoscerne le abitudini e, sul web, questo è ancora più importante: quanto il comportamento nei confronti dei media, internet compreso, dei genitori influenza i bambini? Come dire il tema dell'educazione, che nel mondo analogico del rapporto genitori-figli è fortemente condizionato dall'esempio, anche nel campo del “consumo” di media segue lo stesso copione. Quindi l'idea è di un approccio globale all'educazione: non si può più pensare di insegnare ad un figlio a fare qualcosa si deve considerare l'ipotesi di trasmettere loro un approggio al mondo moderno, multi-tasking verrebbe da dire.  
Lo studio si è avvalso, per gli approfondimenti scientifici, di un istituto specializzato nella ricerca nel campo delle scienze sociali come il Censis. L’Agcom ha inoltre potuto contare sul prezioso contributo di diversi soggetti coinvolti a vario titolo nella tutela dei minori. Il lavoro è corredato dall’illustrazione dei dati dei più importanti studi nazionali ed internazionali sul consumo mediale. A completare il Libro, anche gli indici di ascolto forniti da Auditel e una comparazione dei diversi modelli di tutela europei. Una lettura utile, non solo per addetti ai lavori.

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Costruisci la tua banca dai social network

Hello bank!, la Banca digitale lanciata qualche settimana fa con un evento educational dedicato alla “No Cash Society” presso la Triennale di Milano, rappresenta il nuovo modo di essere Banca di BNL Gruppo BNP Paribas. Il brand, nato per essere continuamente in movimento, sta già lavorando per crescere e evolversi, con nuove iniziative, insieme alle persone a “DNA digitale” per le quali è stato ideato.

Hello! Makers è la prima di queste iniziative, messa a punto dal team We Are Social – che a Roma supporta le attività “social” di BNL – insieme a Hello bank!. Questo progetto mira a portare “le idee delle persone al centro della Banca” e si basa, infatti, sull’importanza della conversazione e del dialogo e sugli impatti diretti che questi possono avere nel migliorare prodotti e servizi per i clienti. Lo scopo di Hello! Makers è quello di far incontrare persone con background professionali e personali differenti, per discutere su tematiche legate all’innovazione e di come questa può essere in grado di cambiare la vita di tutti i giorni, non solo in un’ottica business e finance. Gli incontri si svilupperanno attraverso laboratori periodici virtuali, su una piattaforma di conversazione dedicata, ai quali partecipano i “makers”: persone della Banca ed esperti di finanza, comunicazione e business. All’interno di questa piattaforma verranno stimolate discussioni su diversi temi legati all’evoluzione della Digital Life, per raccontare, individuare e condividere le nuove abitudini, i modelli sociali e di consumo e le necessità più rilevanti delle persone in termini di servizi e prodotti. I laboratori Hello! Makers, inoltre, serviranno anche a testare in anteprima nuovi servizi e prodotti che verranno lanciati da Hello bank! e progettarne di nuovi.

Gli spunti migliori e le discussioni più interessanti saranno estesi a un target più ampio tramite il blog e tutti i canali social Hello bank!, oltre ad essere condivisi attraverso i tool di comunicazione interna della Banca. Oltre allo spazio virtuale della piattaforma e del blog, inoltre, saranno organizzati eventi e incontri face to face tra i partecipanti. In occasione dell’evento di lancio di Hello bank! alla Triennale di Milano, infatti, si è già tenuto un primo workshop in cui i “makers” hanno potuto confrontarsi e condividere le proprie esperienze e competenze. Tra i temi affrontati la “web reputation aziendale”, come viene percepita dal cliente e come può essere sfruttata positivamente dall’azienda per conoscere meglio i propri clienti e le loro esigenze.

Per We Are Social hanno lavorato a questo progetto: Antonella Franzoni – Senior Account Director Alice De Ferrari – Account Manager Luca Temporelli – Account Executive Luca Della Dora – Strategy Director Daniele Piazza – Design Director Giulio Bordonaro – Senior Creative Producer Giorgio Marziani De Paolis – Senior Technologist Cristian Schirru – Technologist

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ICT nella PA. Il 20 Novembre la presentazione dell'osservatorio

l'Osservatorio ICT nella Pubblica Amministrazione, giunto alla sua seconda edizione, sarà presentato il prossimo 20 novembre a Roma presso la Sala Conferenze di P.zza Monte Citorio
Assinform presenta il 20 novembre a Roma, presso la  Sala Conferenze di P.zza Monte Citorio, 123/A (dalle ore 10,00 alle 13,00), l’Osservatorio ICT nella Pubblica Amministrazione.

L’Osservatorio, giunto alla sua seconda edizione,elaborato in collaborazione con NetConsulting e Netics, è un termine di riferimento in Italia per fare il punto sulla spesa della Pubblica Amministrazione in innovazione tecnologica con riferimento alla PA centrale e locale. La presentazione avrà un notevole impatto mediatico in un momento in cui cittadini ed imprese si attendono un salto di qualità da parte di tutta la Pubblica Amministrazione. Qui è possibile visionare il programma.

La finalità più importante dell’Osservatorio è infatti quella di fornire elementi di riflessione, non solo per il sistema pubblico nel suo complesso, ma anche per gli operatori del settore, per delineare i futuri sentieri di cambiamento, i percorsi di innovazione e creare un ecosistema a valore che permetta di sfruttare il potenziale delle tecnologie ICT e  portare a compimento il percorso verso la Pubblica Amministrazione Digitale.

La presenza di autorevoli relatori è quindi particolarmente attesa e le loro testimonianze saranno importanti per rafforzare nell’opinione pubblica il messaggio di un PA che intende innovarsi per fornire servizi sempre più efficienti a cittadini e imprese.

Il Rapporto analizza il quadro evolutivo di cambiamento della PA italiana, offrendo un approfondimento sui recenti elementi di novità normativi e politici:

•         la creazione dell’Agenda Digitale Italiana e il successivo Decreto Crescita 2.0, contenente le misure per la relativa attuazione, su cui si basa la strategia unitaria che dovrà guidare il nostro Paese a superare i gap sul fronte della digitalizzazione “per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività”;

•         la costituzione dell’Agenzia per l’Italia Digitale, con la finalità di dettare le linee di indirizzo relative all’attuazione dell’Agenda Digitale e di coordinare e monitorare le iniziative strategiche;

•         la nomina del Commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale, e infine le norme contenute nel c.d. Decreto del Fare che introducono ulteriori elementi a supporto dell’attuazione della strategia italiana per la digitalizzazione del Paese.

La Ricerca, realizzata nel 2013, si è basata sulla rilevazione diretta di dati e informazioni quantitative e qualitative presso Dirigenti responsabili dei Sistemi Informativi appartenenti ai diversi livelli della PA.

Gli Enti coinvolti nell’indagine sono stati Enti Centrali e Ministeri, Amministrazioni Regionali e Province Autonome, Comuni e Province, il Ministero della Salute, gli Assessorati regionali alla Sanità, ASL, Aziende ospedaliere e Policlinici universitari.

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A Roma il summit sull'Agenda digitale

Come si sta procedendo a realizzare l’Agenda Digitale, quali i prossimi obiettivi e in quale modo raggiungerli? Sono i temi del Digital Government Summit 2013, che si terrà a Roma i prossimi 12 e 13 novembre.

Organizzato in collaborazione con “Corriere delle Comunicazioni” come main media partner, il Summit, maggior evento italiano sul tema dell’Agenda Digitale, è promosso dalle Fondazioni Astrid e Think! con Forum Pa, insieme a The Innovation Group.

Il vertice è rivolto ai Key Decision Makers responsabili della pianificazione del governo degli enti centrali e locali - e coinvolti nel processo decisionale e nella gestione degli investimenti sui sistemi informativi - ai politici e agli amministratori e a tutto l’ecosistema delle imprese ICT impegnate nel settore della Pubblica Amministrazione

Nell’annunciare il Summit, Carlo Mochi Sismondi, presidente Forum Pa, e Roberto Masiero, presidente Think!, hanno sottolineato che non vuole occuparsi semplicemente del “cosa fare” rispetto all’Agenda Digitale. “Noi vogliamo occuparci – dicono - piuttosto del ‘come fare’, ossia di quel processo di policy design che trasforma un obiettivo in una politica con indicazioni precise delle modalità, delle fasi, dei responsabili, dei tempi, delle risorse. E, quanto alle priorità, Franco Bassanini, presidente della Fondazione Astrid, recentemente ha scritto che si tratta di promuovere la domanda pubblica, promuovere l’alfabetizzazione informatica, introdurre drastiche misure di semplificazione amministrativa, utilizzare al meglio gli strumenti europei”.

Il Digital Government Summit intende dunque, coerentemente con questo approccio, fare il punto sul processo di attuazione dell’Agenda Digitale, sulle priorità identificate per il prossimo futuro e sulla roadmap da seguire per raggiungerle.

Intende poi presentare una serie di best practices digitali realizzate nella Pa Centrale e Locale, nelle Regioni, nei Comuni, nella Sanità, nel Welfare, nell’Istruzione, nella Giustizia e nelle infrastrutture Strategiche.

Si propone quindi di fornire il più ampio panorama di tecnologie, soluzioni, servizi e competenze che l’industria rende possibili alla PA sia a livello nazionale che internazionale in vista delle priorità indicate dall’ Agenda.

“Per far questo – proseguono Mochi Sismondi e Masiero - abbiamo chiamato i responsabili delle politiche di innovazione: dal Commissario di Governo per l’Agenda Digitale Francesco Caio, al direttore dell’ Agenzia per l’Italia digitale Agostino Ragosa, dai vertici di Sogei Cannarsa e di Consip Casalino al Presidente del garante per i dati personali Soro e al Ministro per la PA e la semplificazione Gianpiero D’Alia, al Vice Ministro Antonio Catricalà”.

Saranno presenti poi i massimi esponenti delle principali aziende del settore e lo stesso Presidente di Confindustria digitale Stefano Parisi insieme al Presidente di Poste Italiane e del Comitato di Confindustria per i servizi digitali evoluti, Massimo Sarmi. Le regioni saranno rappresentate dai responsabili politici dell’innovazione ( dalla vicepresidente della Toscana Targetti al Presidente della Campania Caldoro, dall’assessore emiliano-romagnolo Peri) e i Comuni da numerosi sindaci e assessori tra cui il Presidente del tavolo innovazione dell’Anci Lepore, del comune di Bologna)

Importanti temi, quali scuola, la sanità, l’identità digitale e la cooperazione con i Paesi del Mediterraneo saranno al centro delle sessioni tematiche.

Fonte Corriere delle Comunicazioni

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Smau fa 50 e ora punta sul territorio

Oltre 51.000 visitatori in tre giorni, le idee innovative di più di 200 startup e centri di ricerca e più di 500 novità tecnologiche dei principali protagonisti del settore. Smau chiude il sipario sulla attesissima 50° Edizione milanese e punta dritto sul territorio, sulle imprese ma anche sulla centralità del canale ICT. L’intervista esclusiva con Pierantonio Macola, amministratore delegato della manifestazione

Si è appena chiusa l’attesissima 50° edizione di Smau, per tre giorni Milano ha ospitato i grandi nomi del mondo ICT, le Regioni, le migliori e più innovative Start UP, le imprese, i manager, il canale… Una ricetta ormai collaudata che ora punta dritto però ad un contatto sempre più stretto con il territorio.

Quali sono le evidenze emerse e soprattutto gli obiettivi che ora si pone questa manifestazione così importante per il nostro Paese?

«Questa edizione – racconta Pierantonio Macola, timoniere della manifestazione - ha posto al centro dell’attenzione il ruolo da protagonista dell’imprenditore all’interno di un contesto, quello italiano, caratterizzato da una presenza predominante di Piccole e Medie Imprese, cuore pulsante della nostra economia. E’ proprio da questa figura che deve partire il processo di rinnovamento e di sviluppo che trova le sue basi nell’Innovazione e nelle tecnologie digitali. Affinchè ciò sia possibile l’imprenditore deve avere il supporto di tre attori fondamentali: startup, Imprese del settore digital e Regioni. Le startup, in primis, in quanto rappresentano il laboratorio di ricerca esterno alle imprese, in grado di parlare lo stesso linguaggio degli imprenditori,  trasferendo loro nuove idee e progetti che possono dare una svolta in positivo alla loro attività. Le imprese del digital che hanno il compito di fornire gli strumenti più adeguati per avviare il processo di innovazione in azienda e, non ultime, le Regioni che rappresentano l’anello di congiunzione tra i fondi erogati dalla Comunità Europea e le imprese italiane, concretizzando quindi tutte le opportunità per accedere ai bandi e finanziamenti a supporto dell’innovazione e della crescita delle imprese».

In questo scenario quale il ruolo del canale ICT?

«Prossimità, rapporto diretto, coinvolgimento, fiducia. Nell’Italia delle microimprese sparse a piene mani su un territorio vario, complesso, articolato, non si tratta solo di parole ma anche di fatti e di passaggi che è impossibile evitare nel momento stesso in cui si decide di imboccare la strada dell’innovazione, del digitale e delle tecnologie ICT che cambiano il nostro modo di lavorare, comunicare, vivere. Non c’è futuro per il digitale se non si trova un modo efficace e convinto di parlare la sua lingua e coinvolgere direttamente chi come gli imprenditori deve adottare questi strumenti ma, soprattutto, chi come il canale e tutti gli operatori della filiera ha il compito chiave di farsi ambasciatore dell’innovazione presso le imprese. Distributori, rivenditori, system integrator, sviluppatori sono loro che hanno il rapporto diretto con imprese, commercianti, pubbliche amministrazioni locali...

Sono loro i consulenti, i partner di fiducia ai quali le aziende si affidano per capire come, dove, perché scegliere un progetto, una tecnologia, una soluzione. Non potrebbe essere altrimenti nell’Italia lunga e stretta dei 9mila comuni. Dopo 50 anni di storia al servizio dell’innovazione e del nostro sistema Paese, è proprio per questo che Smau ha deciso da tempo di puntare dritto su una formula, quella della presenza puntuale e fattiva sul territorio. Un Business Roadshow che, non a caso, nei prossimi mesi vedrà aggiungere al calendario nuove tappe in Campania e Toscana… Mettere in contatto diretto Governo, imprese, regioni e, allo stesso tempo alimentare una community delle società ICT che sul territorio diventino ambasciatori del digitale è la nostra sfida più appassionante e impegnativa.

Una sfida dalla quale però dipendono i destini di ogni tipo di discorso intorno allo sviluppo del nostro Paese e la reale fertilità o meno di progetti chiave come l’Agenda Digitale. Questo è Smau: un unico contesto di “relazione” per incontrare i partner essenziali alla sfida che ogni impresa e imprenditore ha davanti a sé. Perché dopo 50 anni ancora una fiera? Semplice, perché l’imprenditore italiano vive di “relazioni di fiducia”, le stesse che alimentano da sempre il vero canale a valore».

Articolo di Marco Lorusso apparso su Ict4executive

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Evolution driving school, restituire la mobilità ai disabili

 

ROMA - Restituire una libera mobilità alle persone con disabilità perché possano muoversi autonomamente nella via di tutti i giorni. È l'obiettivo dei corsi di guida per disabili della Evolution Driving School, nata dalla collaborazione tra l'associazione Onlus Uno di Noi e Renault Italia. Il primo corso è in programma a Perugia nel mese di novembre.

Gli altri appuntamenti si svolgeranno durante il 2014 in tutto il territorio nazionale, attraverso l'attuazione di protocolli d'intesa con le Inail regionali, e prevedono tre tipologie di corso: un corso di primo livello, riservato ad allievi che non sono in possesso di patente di guida speciale, per la graduale familiarizzazione all'uso di un veicolo; un corso di pratica e perfezionamento per chi ha già conseguito la patente; un corso di tecnica e agonismo per una possibile partecipazione alle competizioni automobilistiche. Gli istruttori, disabili e normodotati, sono professionisti del mondo automobilistico e saranno affiancati da un esperto fisioterapista.

La Evolution Driving School si avvarrà di quattro veicoli forniti da Renault: tre Twingo e un minibus Master, allestito per ospitare fino a quattro carrozzine. "Lo scopo - ha spiegato Gianluca Tassi, ex motociclista agonistico e presidente di Uno di noi - è permettere di riavere autonomia: salire in macchina, caricare la carrozzina e muoversi liberamente. Nessuno è intervenuto su questa fascia di base, nonostante sia la più importante perché riguarda la quotidianità". "Renault ha sposato questo progetto perché - ha aggiunto Francesco Fontana Giusti, Direttore Comunicazione di Renault Italia - ha sempre sostenuto lo sviluppo della mobilità sostenibile in termini di sicurezza, rispetto dell'ambiente e eguaglianza di opportunità. I corsi costituiscono uno strumento per acquisire autonomia, libertà e inclusione sociale".

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