A Roma il summit sull'Agenda digitale

Come si sta procedendo a realizzare l’Agenda Digitale, quali i prossimi obiettivi e in quale modo raggiungerli? Sono i temi del Digital Government Summit 2013, che si terrà a Roma i prossimi 12 e 13 novembre.

Organizzato in collaborazione con “Corriere delle Comunicazioni” come main media partner, il Summit, maggior evento italiano sul tema dell’Agenda Digitale, è promosso dalle Fondazioni Astrid e Think! con Forum Pa, insieme a The Innovation Group.

Il vertice è rivolto ai Key Decision Makers responsabili della pianificazione del governo degli enti centrali e locali - e coinvolti nel processo decisionale e nella gestione degli investimenti sui sistemi informativi - ai politici e agli amministratori e a tutto l’ecosistema delle imprese ICT impegnate nel settore della Pubblica Amministrazione

Nell’annunciare il Summit, Carlo Mochi Sismondi, presidente Forum Pa, e Roberto Masiero, presidente Think!, hanno sottolineato che non vuole occuparsi semplicemente del “cosa fare” rispetto all’Agenda Digitale. “Noi vogliamo occuparci – dicono - piuttosto del ‘come fare’, ossia di quel processo di policy design che trasforma un obiettivo in una politica con indicazioni precise delle modalità, delle fasi, dei responsabili, dei tempi, delle risorse. E, quanto alle priorità, Franco Bassanini, presidente della Fondazione Astrid, recentemente ha scritto che si tratta di promuovere la domanda pubblica, promuovere l’alfabetizzazione informatica, introdurre drastiche misure di semplificazione amministrativa, utilizzare al meglio gli strumenti europei”.

Il Digital Government Summit intende dunque, coerentemente con questo approccio, fare il punto sul processo di attuazione dell’Agenda Digitale, sulle priorità identificate per il prossimo futuro e sulla roadmap da seguire per raggiungerle.

Intende poi presentare una serie di best practices digitali realizzate nella Pa Centrale e Locale, nelle Regioni, nei Comuni, nella Sanità, nel Welfare, nell’Istruzione, nella Giustizia e nelle infrastrutture Strategiche.

Si propone quindi di fornire il più ampio panorama di tecnologie, soluzioni, servizi e competenze che l’industria rende possibili alla PA sia a livello nazionale che internazionale in vista delle priorità indicate dall’ Agenda.

“Per far questo – proseguono Mochi Sismondi e Masiero - abbiamo chiamato i responsabili delle politiche di innovazione: dal Commissario di Governo per l’Agenda Digitale Francesco Caio, al direttore dell’ Agenzia per l’Italia digitale Agostino Ragosa, dai vertici di Sogei Cannarsa e di Consip Casalino al Presidente del garante per i dati personali Soro e al Ministro per la PA e la semplificazione Gianpiero D’Alia, al Vice Ministro Antonio Catricalà”.

Saranno presenti poi i massimi esponenti delle principali aziende del settore e lo stesso Presidente di Confindustria digitale Stefano Parisi insieme al Presidente di Poste Italiane e del Comitato di Confindustria per i servizi digitali evoluti, Massimo Sarmi. Le regioni saranno rappresentate dai responsabili politici dell’innovazione ( dalla vicepresidente della Toscana Targetti al Presidente della Campania Caldoro, dall’assessore emiliano-romagnolo Peri) e i Comuni da numerosi sindaci e assessori tra cui il Presidente del tavolo innovazione dell’Anci Lepore, del comune di Bologna)

Importanti temi, quali scuola, la sanità, l’identità digitale e la cooperazione con i Paesi del Mediterraneo saranno al centro delle sessioni tematiche.

Fonte Corriere delle Comunicazioni

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Brasile: Pec gratis per tutti!

Il governo offrirà alla popolazione entro l'anno un servizio di email criptato. Proposto dalle Poste, garantirà più sicurezza soprattutto agli utenti del software libero. Ma, per farlo funzionare, il ministero delle Comunicazioni dovrà potenziare l'infrastruttura

Tutti i brasiliani avranno la possibilità di usufruire di un servizio email gratis e criptato offerto dal governo entro il 2013.

Il sistema sarà proposto dalle Poste ed è sviluppato dal Federal Data Processing Service (Serpro).

Il presidente del Serpro, Marcos Mazoni, spiega che questo sistema è più sicuro quando si usa un’infrastruttura proprietaria e il software libero, oltre a offrire l’email cittrografata. “In questo modo le persone potranno avere maggiore capacità di controllo” ha aggiunto Mazoni, che ha appena incontrato il ministro delle Comunicazioni, Paulo Bernardo.

Sempre stando a Mazoni, il Serpro svolgerà il lavoro tecnico insieme alle Poste. Spetterà poi al ministero delle Comunicazioni potenziare l’infrastruttura per poter servire tutta la popolazione dello sterminato Paese.

Il sistema sarà sul modello del servizio di email Expresso Livre già offerto da Serpro ai suoi clienti.

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Agenda digitale, la scuola procede a piccoli passi

Quindici milioni spendibili subito per la connettività wireless nelle scuole secondarie, con priorità per quelle di secondo grado. Otto milioni stanziati (2,7 milioni nel 2013 e 5,3  nel 2014) per l’acquisto da parte degli istituti secondari di libri di testo ed e-book da dare in comodato  d’uso agli studenti in difficoltà economica. È tutto qui il digitale contenuto nel Pacchetto Scuola (da 400 milioni) approvato dal Consiglio dei ministri. “Il governo – sottolinea il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza - punta prioritariamente a ridurre il digital divide tutti gli studenti l’accesso a internet significa anche ridurre le differenze sociali e territoriali”.Non ci sono, invece, misure specifiche che fanno slittare l’adozione dei libri digitali che il decreto Profumo stabiliva per l’anno scolastico 2014-2015. Su quel versante resta dunque valida la strategia annunciata dal ministro dell’Istruzione che intende lasciare autonomia di adozione ai singoli istituti. L’obbligo di adozione - secondo quanto riferito dal Miur al Corriere delle Comunicazioni - slitta all’anno scolastico 2015-2016.

In compenso questo sarà il primo anno verrà adottato il registro digitale. Con non pochi problemi Secondo un’indagine promossa da Kion (Cineca) condotta su 200 presidi, il 45% ha dichiarato di non aver ancora tra le mani alcuna soluzione per il registro digitale; il 72% cercherà un software sul mercato, mentre il 20% non ha le idee chiare. C’è poi un l’8% convinto di poter rinviare la decisione nel tempo grazie a una proroga di legge. Il rinnovo delle dotazioni IT è un altro tasto dolente. Comprare computer e software nuovi svuoterebbe le casse degli istituti nel giro di pochi mesi. La soluzione? Optare per software open source e per il riuso. E proprio a questo starebbe lavorando il ministro Carrozza che punta ad elaborare un provvedimento ad hoc nei prossimi mesi.  

Intanto prosegue  anche quest’anno il Piano nazionale scuola digitale implementato con fondi nazionali e regionali. Secondo gli ultimi dati riasciati da Viale Trastevere sono state consegnate  complessivamente 35.115 Lim per un totale di 772.530 studenti raggiunti e 83.671 insegnati formati. Per quanto riguarda il progetto Classi 2.0 ne sono state coinvolte 416 con 8.916 studenti e 2.922 insegnanti. E proprio per rafforzare questi due progetti, ma anche in vista dell’adozione obbligatoria degli e-book il prossimo anno scolastico, il ministero in collaborazione con Consip ha dato avvio al Mepi.

Il Mercato elettronico della Pubblica Istruzione è dedicato alle scuole italiane che vogliono acquistare online beni e servizi destinati alla didattica ed alla gestione organizzativa della scuola. Nell’ambito del Mepi, le imprese fornitrici presenteranno i beni e i servizi aggregati secondo logiche coerenti con la destinazione d’uso scolastica e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado potranno selezionare sistemi integrati o singoli prodotti e soluzioni, con requisiti tecnici e di servizio personalizzati. Sarà quindi favorita la standardizzazione e l’interoperabilità delle soluzioni, semplificando e velocizzando il processo d’acquisto attraverso la piattaforma elettronica.

Ogni soluzione tecnologica integrata proposta nel Mepi sarà aperta, interoperabile e collegabile con altri dispositivi. La soluzione integrata proposta deve risultare in linea con le finalità del Piano Nazionale Scuola Digitale (Pnsd) e quindi deve essere rivolta ad una delle azioni: “Lim in Classe”, “Cl@ssi 2.0“, “Scuol@ 2.0” , “Centri Scolastici Digitali”.

 

Articolo di Federica Meta apparso su Corriere delle Comunicazioni

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