Educare un figlio nativo digitale.

Si chiama “Libro Bianco Media e Minori”, presentato qualche giorno fa dall'Agcom in un workshop alla presenza del presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani, Enzo Cheli, del Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vincenzo Spadafora, del Presidente del Comitato Media e Minori, Maurizio Mensi, del Presidente del Consiglio nazionale degli Utenti, Angela Nava Mambretti, del Capo Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, Caterina Cittadini e del Direttore Generale di Save The Children, Valerio Neri.
Tutelare i minori significa conoscerne le abitudini e, sul web, questo è ancora più importante: quanto il comportamento nei confronti dei media, internet compreso, dei genitori influenza i bambini? Come dire il tema dell'educazione, che nel mondo analogico del rapporto genitori-figli è fortemente condizionato dall'esempio, anche nel campo del “consumo” di media segue lo stesso copione. Quindi l'idea è di un approccio globale all'educazione: non si può più pensare di insegnare ad un figlio a fare qualcosa si deve considerare l'ipotesi di trasmettere loro un approggio al mondo moderno, multi-tasking verrebbe da dire.
Lo studio si è avvalso, per gli approfondimenti scientifici, di un istituto specializzato nella ricerca nel campo delle scienze sociali come il Censis. L’Agcom ha inoltre potuto contare sul prezioso contributo di diversi soggetti coinvolti a vario titolo nella tutela dei minori. Il lavoro è corredato dall’illustrazione dei dati dei più importanti studi nazionali ed internazionali sul consumo mediale. A completare il Libro, anche gli indici di ascolto forniti da Auditel e una comparazione dei diversi modelli di tutela europei. Una lettura utile, non solo per addetti ai lavori.