Donato A. Menga

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C'è crisi? Gioca bene le tue carte!

 

In tempi di crisi non puoi che giocare bene le tue carte. Non disperdere energie ed economie, fatti consigliare ma scegli con la tua testa, nessuno meglio di te conosce il tuo business hai solo bisogno di guardarlo col giusto distacco.

In questa ottica mi permetto di suggerirti qualche elemento che, se vuoi, potremo approfondire. Internet è uno strumento che molti cercano di utilizzare ma farlo in maniera professionale ed efficace è una cosa ben diversa.

Un sito internet da solo non è sufficiente ed è persino scontato dirlo. Il più bello di essi, il più figo per usare una espressione dello slang, non ha alcun valore, sul piano del business, se non diventa punto di riferimento per il tuo target di clientela. E' fondamentale una azione di content management, di gestione dei contenuti, di aggiornamento del sito e, parallelamente, la programmazione di direct email marketing e di social media management.

Ci avete capito qualcosa? No? Allora continuo. Dovete pensare alla vostra azienda, grande o piccola che sia, in una ottica moderna in cui il CRM (costumer relationship management) diventi il fulcro del vostro concetto di business.

Come avrete capito Internet può è essere una opportunità per il tuo lavoro ma può anche diventare una trappola mortale. Tutto dipende da come decidi di usare gli strumenti che la rete mette a disposizione. Internet funziona, le newsletter funzionano: quasi la metà degli iscritti ad una newsletter acquista dopo aver ricevuto un messaggio di posta elettronica con una offerta specifica, il 25% acquista dai link contenuti nel messaggio e la percentuale cresce se il mittente ed il destinatario “si conoscono già” in senso commerciale.

Tutto questo, ovviamente, infarcito di un approccio social può cambiare il ruolo del cliente nel tuo modello aziendale di business: in un momento di crisi costa di più mantenere i clienti o cercarne di nuovi? E poi siamo proprio sicuri che mantenere i tuoi clienti non ne porti di nuovi?

 

 



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Arriva un negozio per le start-up

Sarà presentato il 2 ottobre presso il Parco Scientifico Tecnologico ComoNExT di Lomazzo un nuovo modello per lo sviluppo di imprese e per favorire la nascita di start-up: il progetto NExT toWORK, promosso da ComoNExT, BackToWork24 – Gruppo24Ore e Impulse Consulting, è finalizzato a favorire l’accesso delle PMI alle risorse finanziarie necessarie per la crescita e per il potenziamento delle competenze.

NExT toWORK  si propone, infatti, di aumentare la produttività delle piccole imprese anche al fine di promuovere nuove iniziative di internazionalizzazione e stimolare la diversificazione produttiva. Numerosi anche gli interventi previsti per le start-up, supportate nella nascita e nello sviluppo sostenibile attraverso la definizione del modello di business in ottica lean (Lean Start-Up Toolkit), ma anche grazie all’identificazione di manager e imprenditori (modello BackToWork24) e alla pianificazione del business (servizi di incubazione).

 

Articolo di Teresa Barone apparso su www.pmi.it

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La Connect TV in Italia... Quando?

 

Quando parliamo di Ott molti ancora non sanno bene di che parliamo, ironizzano sulla formula Over The Top come si trattasse di una citazione attardata di un film con Sylvester Stallone, o circoscrivono agli Stati Uniti il fenomeno del video on demand. Considerano il sistema televisivo ancora un walled garden, un giardino murato  inattaccabile ad agenti esogeni, senza rendersi conto che il muro è diventato un colabrodo, e che già oggi la televisione generalista rappresenta non più del 70% dell‘ascolto televisivo.

Nonostante la crisi economica si affermano forme premium, on domand, o transiti attraverso la rete (Cubovision ad esempio). Alla Mostra del Cinema di Venezia, invitato da Mibac-Direzione generale per il cinema, Anica e Centro sperimentale a tenere un relazione insieme a Gianni Celata sul tema degli Ott e il cinema italiano, ho toccato con mano l’incredulità di alcuni, accanto alla forte preoccupazione di altri circa l’ingresso di nuovi colossi rispetto a cui non solo le società televisive, ma anche quelle telefoniche appaiono come creature indifese; magari con fatturati più alti, ma tassi di crescita assolutamente ridicoli. Insomma, gli enti televisivi come soggetto debole; le Tlc condannate a costruire reti telematiche di nuova generazione su cui passeranno trionfalmente altri soggetti che dirotteranno i loro incassi verso paradisi tributari o legali dentro e fuori l’Europa. E intanto gli Ott senza immobilizzazioni materiali, senza personale, senza reti proprie aggregano contenuti, li vendono in rete; poiché il tempo dei clienti è comunque una risorsa scarsa, la loro attività è in concorrenza con tutte le altre forme di consegna dei contenuti (delivery), dalla sala alla tv tradizionale, compresa quella a pagamento. Il gigante Netflix dagli Usa è sbarcato in UK, poi nei paesi nordici, poi in Olanda e Belgio, poi in Francia e in Germania. Rotta consueta per le esportazioni americane. Ma a quando lo sbarco in terra italiana?

Forse siamo protetti solo dal nostro calante potere d’acquisto. Certo non dallo scherno di chi, non vedendo in giro per l’Italia un’affermazione della connected tv, che negli Usa sfiora il 40% delle case, si illude che questa integrazione fra computer e tv non arriverà mai. Abbiamo assistito a lotte per avere la posizione migliore sul telecomando. Ma nella connected tv le icone dei vari fornitori di contenuti sono disposte secondo i gusti dell’utente, che sceglie lui quali mettere e quali no, come sulla schermata del computer. Le icone che inserisce hanno tutte uguale grandezza, e a quel punto alla famiglia davanti alla tv interesserà poco se quel contenuto arriva via cavo a larga banda, via satellite o via digitale terrestre. Interesserà solo se costa, e quanto, e soprattutto se vale. Produttori e distributori sono avvertiti.

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Brasile: Pec gratis per tutti!

Il governo offrirà alla popolazione entro l'anno un servizio di email criptato. Proposto dalle Poste, garantirà più sicurezza soprattutto agli utenti del software libero. Ma, per farlo funzionare, il ministero delle Comunicazioni dovrà potenziare l'infrastruttura

Tutti i brasiliani avranno la possibilità di usufruire di un servizio email gratis e criptato offerto dal governo entro il 2013.

Il sistema sarà proposto dalle Poste ed è sviluppato dal Federal Data Processing Service (Serpro).

Il presidente del Serpro, Marcos Mazoni, spiega che questo sistema è più sicuro quando si usa un’infrastruttura proprietaria e il software libero, oltre a offrire l’email cittrografata. “In questo modo le persone potranno avere maggiore capacità di controllo” ha aggiunto Mazoni, che ha appena incontrato il ministro delle Comunicazioni, Paulo Bernardo.

Sempre stando a Mazoni, il Serpro svolgerà il lavoro tecnico insieme alle Poste. Spetterà poi al ministero delle Comunicazioni potenziare l’infrastruttura per poter servire tutta la popolazione dello sterminato Paese.

Il sistema sarà sul modello del servizio di email Expresso Livre già offerto da Serpro ai suoi clienti.

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La nostra azienda è stata beneficiaria, negli anni 2020 e 2021, di aiuti di Stato per cui è richiesto obbligo di pubblicazione.

Le informazioni sugli aiuti ricevuti sono consultabili nella sezione Trasparenza di RNA, al seguente link.

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