Vendere online. La sfida creativa delle grandi marche.

Il fare acquisti si sta trasformando da un’attività che ha luogo nei negozi fisici o online a un valore di scambio che può essere attivato in molti e nuovi modi. E poiché qualsiasi cosa, ormai, può essere retail – grazie soprattutto alle tecnologie mobili – le marche devono essere sempre più creative nello scovare luoghi e modi di vendere i loro prodotti. Ecco alcuni esempi tratti dallo studio di JWT Intelligence ‘Retail Rebooted, la cui prima parte è stata pubblicata su Brand News del 30 settembre.

La stampa 3D arriva in negozio

La catena di supermercati britannica Tesco sta indagando su come le stampanti 3D potranno modificare le modalità di lavoro nei negozi: i consumatori, per esempio, potranno chiedere la realizzazione di prodotti disegnati da loro o ottenere parti di ricambio on demand. Amazon, invece, vende già le stampanti 3D, a prezzi che variano da 800 a 3.000 $.

Pagamenti alternativi

Sono sempre di più le marche che promuovono i loro prodotti distribuendoli in cambio delle più svariate attività da parte dei consumatori, in particolare la condivisione su social media: la brand di cioccolato Anthon Berg ha creato un pop-up store dove per un giorno si accettavano come moneta di scambio atti di generosità invece del denaro, mentre Nike con la campagna ‘Bid Your Sweat’ ha dato ai runners la possibilità di partecipare a un’asta online dove il pagamento accettato erano i km tracciati da Nike+.

Click & Collect

È il nuovo modo di fondere commercio fisico e digitale: permette ai consumatori di fare acquisti online, soprattutto la spesa di casa, e poi ritirare nel negozio più comodo. Molto diffuso in Europa – soprattutto in Francia e UK – meno in USA, il sistema click&collect si sta espandendo in altre merceologie, a cominciare dal lusso: Burberry ha annunciato un nuovo servizio del genere dopo un test di successo condotto in 23 punti vendita.

Compro online, ritiro quando voglio

Sono sempre più diffusi, soprattutto nei Paesi con un alto fatturato da e-commerce, i distributori automatici di pacchi e pacchetti che permettono all’acquirente di scegliere – previo alert via sms o emali – quando e dove ritirare i propri acquisti senza doversi bloccare in casa in attesa di un corriere. In UK i supermercati stanno sperimentando anche la versione refrigerata, per gli acquisti online di prodotti freschi.

Geofencing vs. showrooming

Per difendersi dallo showrooming, alcuni negozi stanno cominciando a utilizzare programmi che permettono di localizzare il consumatore mentre è in negozio e di inviare coupon e promozioni. La catena di elettronica di consumo Best Buy, per esempio, utilizza l’app di eBay che compara i prezzi per mostrare agli acquirenti offerte speciali e altre informazioni, mentre la brand di cosmetica Kiehl’s invia testi geolocalizzati per spiegare i prodotti ai consumatori mentre sono in negozio.

La responsabilità sociale è alla base della scelta di numerose catene – anche in Italia – di utilizzare i punti vendita come luoghi di raccolti di abbigliamento usato e dismesso, in modo da promuoverne lo smaltimento più corretto e utile, anche per gli altri, e di ottenere uno sconto sui prossimi acquisti.

In UK, la catena Mark & Spencer si è spinta oltre, organizzando incontri di ‘shwopping’ (shopping + swapping) per l’acquisto e lo scambio di abbigliamento e accessori usati.

Tablet shopping

La diffusione dei tablet (in Italia se ne stimano 5 milioni a fine 2013) sta aprendo nuove opportunità per i negozianti, ancora poco esplorate, ma dall’alto potenziale visto che secondo lo studio ‘Shop.org’ di Forrester Research, nel 2012 la metà dei retailer in USA ha rilevato una media di acquisti dai tablet decisamente più alta che da telefono o computer.

Articolo apparso su Brandnews

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Seat Pagine Gialle, il restyling

Seat Pg Italia ha sviluppato una campagna pubblicitaria corporate finalizzata a porre l’attenzione sulla trasformazione compiuta dall’azienda. La campagna, che prevede importanti investimenti, parte dalla Tv per convergere successivamente su altri mezzi.
Contemporaneamente, spiega un comunicato stampa, Seat Pg Italia presenta anche un nuovo logo che rappresenta l’evoluzione dell’azienda: più moderna, dinamica, flessibile e proiettata verso un futuro che punterà sempre di più ai mezzi multimediali.

La campagna pubblicitaria, realizzata da Y&R, sarà on air dal prossimo 6 ottobre sulle reti di Publitalia, Sky e La7 e sulle principali reti del digitale terrestre.
L’obiettivo di questa nuova campagna è quello di comunicare la profonda trasformazione che ha interessato l’azienda negli ultimi anni e il suo nuovo posizionamento rafforzando la rilevanza di Seat Pg Italia presso il target dei Clienti, composto soprattutto da piccole e medie imprese. La campagna vuole raccontare in modo chiaro un’azienda leader in Italia che offre, insieme alle tradizionali PagineGialle, un sistema integrato di strumenti multimediali e di servizi sempre più moderni, dinamici e personalizzati, per poter far crescere al meglio il business dei propri clienti.
“Seat Pg Italia si è evoluta radicalmente nel corso degli anni, integrando alle tradizionali directories e elenchi cartacei un completo sistema di strumenti multimediali, anche attraverso lo sviluppo di competenze digitali. È diventata così un vero e proprio Business partner, specializzato nell’offrire alle Pmi la migliore visibilità e le migliori campagne pubblicitarie sulle diverse piattaforme, che spaziano dal web al mobile ai tablet, dalla carta alla radio fino alla Tv” ha commentato Paolo Portioli, responsabile adv, marketing services di Seat Pg Italia. “La scelta di realizzare una nuova campagna e un nuovo logo ha proprio lo scopo di sottolineare in modo forte questo cambiamento e, nel farlo, vogliamo rivolgerci direttamente ai nostri clienti e utenti, che vogliamo coinvolgere in modo fortemente emozionale”
L’idea creativa è basata sulla forza e sulla potenzialità del giallo, un colore che ha qualcosa più degli altri. Un colore emblema di una serie di valori ed icone universalmente condivisibili. Giallo è energia e calore, è il colore che cattura l’attenzione, mette in evidenza, ti porta dove vuoi arrivare. Può essere velocità, crescita, futuro. Quello stesso giallo che è sempre stato nel Dna di Seat Pg Italia ed è il filo conduttore della sua storia attraverso un’offerta che, negli anni, si è ampliata dagli elenchi di PagineGialle all’ampia gamma di offerta multipiattaforma. E se è vero che il giallo è un colore speciale, è il colore da scegliere per veder crescere il proprio business.
Protagonisti dello spot sono anche dei veri agenti Seat PG Italia, che, proprio come nella realtà di tutti i giorni, sono impegnati a consigliare alle PMI le soluzioni migliori per migliorare il proprio business, in un dialogo diretto e costante con ciascuna impresa.
Per Seat PG Italia hanno collaborato: Paolo Portioli (Head of advertising & marketing services), Chiara Magnabosco (Responsabile Advertising) e Elena Nebiolo (Senior Advertising Specialist).
La campagna di Y&R è stata sviluppata da Vicky Gitto, direttore creativo esecutivo, Umberto Mauri e Dario Alesani rispettivamente direttori creativi art e copy. La regia, affidata alla coppia di Registi Paolo Borgato e Tommaso Bertè per Buddy film, interpreta al meglio la creatività con immagini di ampio respiro e di grande forza evocativa.
La pianificazione è a cura di Mediaitalia e prevede formati TV 45 e 30 secondi e attività digital a supporto. La campagna comprenderà anche dei soggetti brevi dedicati ai servizi esclusivi pensati da Seat PG per il business delle piccole e medie imprese.
Il lancio della nuova campagna istituzionale, il cui primo on air è previsto per il 6 ottobre, sarà anche occasione per la presentazione del restyling del logo aziendale. Il design del nuovo marchio Seat PG Italia, sviluppato da LUMEN, consiste in una forma solida ma pronta all’evoluzione costante, proprio come Seat PG Italia – e rappresenta un mondo fluido, multipiattaforma e fruibile a 360°.

Articolo apparso su Prima Comunicazione

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Ma i contenuti di Marketing funzionano veramente?

Un recente studio ha risposto alla domanda “Quanto spesso i contenuti di marketing funzionano davvero?”, con un “quasi mai”. Questa affermazione ci ha colpiti perché alle spalle dello studio era il produttore di software InboundWriter , e così la scorsa settimana abbiamo parlato con il CEO Skip Besthoff per cercare di rispondere a una domanda alternativa: come possiamo fare in modo che i contenuti di marketing funzionino?
Abbiamo già parlato di InboundWriter in passato, perché lo scopo della suo software per l’analisi predittiva è quello di contribuire all’ottimizzazione e al posizionamento di contenuti per i clienti attraverso le migliori prassi consolidate. Gli strumenti di InboundWriter aiutano stimare quanto ogni specifica parte di contenuti originali funzionerà in termini di traffico e di risultati di ricerca ed il nuovo aggiornamento software di Besthoff arriva principalmente in risposta ai recenti cambiamenti dell’algoritmo di Google.
“Google vuole contenuti originali ed autorevole che migliorano la user experience per gli utenti alla ricerca di informazioni. Quindi, nel settore del marketing , c’è una crescente attenzione per contenuti di alta qualità”.
Ma perché questo dovrebbe interessare ad un professionista di Rp? Natasha Grach di InboundWriter spiega:
“Il mio lavoro è quello di massimizzare l’esposizione e questo prodotto nasce e lavora per governare i contenuti al fine di massimizzare l’esposizione. Come professionista di Rp da quasi 10 anni, posso dire che una parte importante del mio lavoro ruota attorno allo sviluppo di contenuti per i clienti: comunicati stampa, post di blog, case study, contenuti dei social media, etc. Questo è vero soprattutto in questi ultimi anni, da quando le attività dei professionisti dei Rp hanno cominciato a includere blogging aziendale, sviluppo di contenuti per finalità di marketing dei contenuti, etc.”
Ma come InboundWriter aiutarci a fare questo lavoro in modo più efficace? Besthoff dice:
“Maggiori sono i contenuti creati tanto più si ha bisogno di dati precisi per ottimizzarli. Ma strumenti come Google Search, Google Analytics e AdWords sono molto grezzi, progettati per il marketing digitale, piuttosto che per professionisti editoriali. Sono come martelli mentre InboundWriter è una pistola sparachiodi: preciso”.
Per esempio, mentre la vecchia versione potrebbe aiutare gli utenti a valutare la capacità di un titolo di indirizzare il traffico e il SEO, una nuova caratteristica che sarà particolarmente rilevante per le Rp è la possibilità di verificare come una data parte di un contenuto passerà quando verrà pubblicata su diversi siti web.
Come sostiene Besthoff, “Uno dei fattori di grande influenza sulle performance dei contenuti è dove viene pubblicato : è un sito forte o no? È un sito ritenuto autorevole su un determinato argomento?”
Noi tutti apprezziamo questa domanda, ma, naturalmente, si deve scegliere i giusti argomenti e linguaggi. Continua Besthoff:
“La ricerca per argomento aiuta gli editori come HuffPo e Bleacher Report a ritagliare su misura i contenuti affinchè possano avere il massimo impatto, utilizzando i dati che non possono ottenere sul web. Hanno i propri sistemi di revisione interni mentre Inbound è in grado di offrirli al grande pubblico”.
InboundWriter “non dice alla gente cosa scrivere”, ma l’algoritmo del software può anche aiutare Rp e marketing a migliorare in termini di prestazioni.
“Il nostro software fornisce indicazioni come suggerire un “focus term” che chiarisca l’argomento in questione. I titoli che sono ovvi per i lettori possono essere fonte di confusione per i motori di ricerca, e il software è in grado di suggerire termini/frasi ricorrenti in grado di rendere il soggetto più chiaro a Google. È anche possibile utilizzarlo per testare l’efficacia di ricerca dei termini e sperimentare dove posizionare questi termini all’interno del titolo e del corpo del testo”.
Natasha sostiene che il software può essere rilevante per le Rp , anche se non tutti scrivono da soli i propri contenuti.
“La gente spesso mi chiede di migliorare i contenuti del proprio blog e il software può aiutarmi a farlo.
Come strateghi di messaggistica che, a volte, diventano produttori di contenuti stessi , i professionisti di Rp hanno un ruolo importante nel marketing dei contenuti. È necessario conoscere le ultime strategie e tecnologie per rendere i contenuti efficaci, dobbiamo sapere come misurare i risultati e sapere se gli sforzi di un’azienda possono competere con il mare di contenuti che è già nel web”.
Besthoff conclude: “Vogliamo che i professionisti possano prendere decisioni intelligenti su come comporre e inserire contenuto”, qualunque sia la situazione o il budget.
Che cosa ne pensate? Qualcuno ha usato InboundWriter o software simili?


Articolo di Patrick Coffe apparso su PRNEWS traduzione dal sito FERPI

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