Donato A. Menga

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Un'app per sapere chi ti odia sui social

 

Molto probabilmente non tutti i vostri amici di Facebook riscuotono la vostra simpatia e altrettanto probabilmente la cosa è reciproca. Quindi non è azzardato pensare che sia giunta l’ora di eliminare dalla nostra lista di contatti le persone per le quali non proviamo simpatia, in considerazione del fatto che si può risolvere il problema semplicemente non leggendo i loro post, utilizzando la funzione “Unfollow”, evoluzione della vecchia “Hide All”.

Ma se non ve la sentite di prendervi la responsabilità di eliminare qualcuno dalla vostra lista di amici, con la possibilità di dover anche dare spiegazioni sui motivi di una decisione simile, vi è una nuova app che vi potrà venire in aiuto, facendo il “lavoro sporco” al vostro posto.
Questa app si chiama “Hate With Friends” e vi dà la possibilità di sapere se, tra voi e un vostro amico di Facebook l’antipatia è reciproca.

Il suo funzionamento è molto semplice: una volta entrati nel sito, ingresso da effettuare utilizzando le vostre credenziali di Facebook, vi verrà fatto visualizzare l’elenco degli amici che avete sul social network. Vicino ad ogni contatto vi apparirà il pulsantino “lo odio/la odio”. E’necessario un semplice click e se la persona in questione ha effettuato la medesima operazione nei vostri confronti, ecco che vi arriverà una mail nella quale vi verrà comunicato che l’odio è reciproco.

Arrivati a questo punto dovrete decidere se utilizzare l’opzione “rimuovi dagli amici” oppure cercare di ricucire il vostro rapporto virtuale, con la spedizione di un regalino, ovviamente virtuale anch’esso.

Ma a chi dovremo dire grazie nel caso in cui dovessimo utilizzare questa app per decidere se eliminare qualcuno dai nostri contatti? A Chris Baker, già noto per aver creato “Unbaby.me”, il quale ha voluto, con questa sua ultima creazione, prendere in giro “Bang With Friends”, il “sexy-poke” che vi dà la possibilità di scoprire quale amico vorrebbe fare sesso con voi.

Baker ha dichiarato che, per la sua natura di risposta ironica a “Bang With Friends”, questa sua ultima creazione, pronosticata come il nuovo passatempo che terrà occupati i frequentatori del social network nei primi mesi del 2014, va utilizzata come un semplice passatempo da non prendere troppo sul serio.

Tuttavia, l’auspicio di Baker sembra destinato a non realizzarsi. Secondo il “Daily Mail” molti utenti non avrebbero trovato così divertente questa applicazione, ritenendo che basterebbe semplicemente eliminare una persona dai contatti o non aggiungerla proprio, invece di ricorrere a questa app. Tutto condivisibile ma è altrettanto vero che è interessante scoprire chi ci detesta senza renderlo palese.

 

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Il presepe, l'arte a supporto della comunicazione

 

Dal 5 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 l’arte contemporanea dialoga con lo spazio liturgico della magnifica Chiesa di San Bernardino alle Ossa grazie alla mostra Presepe Apparente degli artisti Michelangelo Galliani, Massimiliano Galliani e Marco Petacchi.

Più che di mostra, è opportuno parlare di una installazione artistica che per esistere necessita del contributo interattivo indispensabile di chi voglia esserne parte, voglia viverla: solo leggendo ad alta voce i testi sacri compare all’interno della nicchia alla sinistra dell’altare il video realizzato dai tre artisti reggiani. In un certo senso l’epifania dell’arte coincide con quella del rito religioso.

Presepe Apparente, curato da Elisabetta Pozzetti e Fabio Carnaghi, è voluto da Studio Chiesa, agenzia di comunicazione visiva che da anni crede nell’arte come filosofia di comunicazione e utilizza in special modo l’arte contemporanea che sa essere visionaria e sempre all’avanguardia, capace di comunicare e arrivare con efficacia all’obiettivo. Come in questo caso, dove gli artisti hanno realizzato un’opera interattiva, in grado di attivare percorsi di interiorizzazione del credo e della pratica religiosa.

Presepe Apparente è in collaborazione con il Santuario Arcivescovile San Bernardino alle Ossa e con il patrocinio del FAI – Fondo Ambiente Italiano – Delegazione di Milano.

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Costruisci la tua banca dai social network

Hello bank!, la Banca digitale lanciata qualche settimana fa con un evento educational dedicato alla “No Cash Society” presso la Triennale di Milano, rappresenta il nuovo modo di essere Banca di BNL Gruppo BNP Paribas. Il brand, nato per essere continuamente in movimento, sta già lavorando per crescere e evolversi, con nuove iniziative, insieme alle persone a “DNA digitale” per le quali è stato ideato.

Hello! Makers è la prima di queste iniziative, messa a punto dal team We Are Social – che a Roma supporta le attività “social” di BNL – insieme a Hello bank!. Questo progetto mira a portare “le idee delle persone al centro della Banca” e si basa, infatti, sull’importanza della conversazione e del dialogo e sugli impatti diretti che questi possono avere nel migliorare prodotti e servizi per i clienti. Lo scopo di Hello! Makers è quello di far incontrare persone con background professionali e personali differenti, per discutere su tematiche legate all’innovazione e di come questa può essere in grado di cambiare la vita di tutti i giorni, non solo in un’ottica business e finance. Gli incontri si svilupperanno attraverso laboratori periodici virtuali, su una piattaforma di conversazione dedicata, ai quali partecipano i “makers”: persone della Banca ed esperti di finanza, comunicazione e business. All’interno di questa piattaforma verranno stimolate discussioni su diversi temi legati all’evoluzione della Digital Life, per raccontare, individuare e condividere le nuove abitudini, i modelli sociali e di consumo e le necessità più rilevanti delle persone in termini di servizi e prodotti. I laboratori Hello! Makers, inoltre, serviranno anche a testare in anteprima nuovi servizi e prodotti che verranno lanciati da Hello bank! e progettarne di nuovi.

Gli spunti migliori e le discussioni più interessanti saranno estesi a un target più ampio tramite il blog e tutti i canali social Hello bank!, oltre ad essere condivisi attraverso i tool di comunicazione interna della Banca. Oltre allo spazio virtuale della piattaforma e del blog, inoltre, saranno organizzati eventi e incontri face to face tra i partecipanti. In occasione dell’evento di lancio di Hello bank! alla Triennale di Milano, infatti, si è già tenuto un primo workshop in cui i “makers” hanno potuto confrontarsi e condividere le proprie esperienze e competenze. Tra i temi affrontati la “web reputation aziendale”, come viene percepita dal cliente e come può essere sfruttata positivamente dall’azienda per conoscere meglio i propri clienti e le loro esigenze.

Per We Are Social hanno lavorato a questo progetto: Antonella Franzoni – Senior Account Director Alice De Ferrari – Account Manager Luca Temporelli – Account Executive Luca Della Dora – Strategy Director Daniele Piazza – Design Director Giulio Bordonaro – Senior Creative Producer Giorgio Marziani De Paolis – Senior Technologist Cristian Schirru – Technologist

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Istat. Imprese italiane "Conservatrici"

Un Paese di aziende "conservatrici". Così le definisce l’Istat che nel 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi, spiega che di questo gruppo fanno parte quasi il 64% delle aziende. 

Relativamente più presenti nei servizi diversi dal commercio e delle costruzioni, hanno un profilo strategico semplice (poche strategie e per lo più difensive), con bassa propensione all’innovazione (innova circa il 20% delle imprese) e sono rivolte soprattutto ai mercati locali (circa il 67%). Forte la presenza delle imprese meridionali e, in misura inferiore del Centro.

Quattro sono le altre tipologie che spiegano l’universo delle imprese italiane. Le “dinamiche tascabili”: sono poco meno del 20% delle imprese. Hanno un profilo strategico articolato che punta su diversificazione produttiva e nuovi prodotti, esprimono un’elevata propensione innovativa (52%), ma sono ancora prevalentemente legate al mercato locale (55,8%).

Le “aperte” sono il poco più del 7% delle imprese, hanno una presenza piuttosto elevata di imprese industriali (il 42,7%), elevata internazionalizzazione (quasi il 70% opera sul mercato estero), apertura verso nuovi mercati (circa una su due) e capacità di attivare relazioni con altre imprese (100%). Inoltre vantano una forte propensione innovativa (59,1%).

Il quarto gruppo è quello delle “innovative” che vale il 7% delle imprese. Questo gruppo presenta un profilo settoriale abbastanza simile a quello medio. Dominano comportamenti innovativi, e forte propensione alle relazioni di collaborazione. Queste imprese hanno un forte orientamento al mercato domestico, alla competitività di prezzo e alla qualità del prodotto.

Infine, le “internazionalizzate spinte”, il 2,6% delle imprese. Una su due fa parte dell’industria, hanno un’apertura massima verso l’estero, così come la capacità di attivare relazioni (100%). Molto elevata anche la propensione ad innovare (68,9%). Flessibilità produttiva e diversificazione i più rilevanti fattori competitivi. Le strategie di queste imprese puntano maggiormente all’aumento della gamma di prodotti e all’accesso a nuovi mercati.

Nel censimento l’Istat traccia a anche un bilancio degli ultimi dieci anni che definisce come “Un decennio perduto di crescita della produttività del lavoro”. Con una crescita complessiva dell’1,6% in termini reali , la dinamica del Pil italiano è stata la più lenta tra tutte quelle dei paesi europei.

Tra il 2008 e il 2012, in particolare, è stato perso oltre l’80% della crescita realizzata dal 2000 al 2007. I dati più recenti mostrano timidi segnali di ripresa nel settore industriale, mentre nei servizi sembra persistere un quadro recessivo.

Sempre nello stesso periodo il sistema delle imprese ha mantenuto una connotazione fortemente incentrata sulla piccola dimensione aziendale: nel 2011 risultano attive circa 4,4 milioni di imprese, con 16,4 milioni di addetti.

L’utilizzo di Internet è lacunoso nel mondo delle microimprese. Il 77% delle imprese tra i 3 e 9 addetti dispone di una connessione. Il 65,7% utilizza un collegamento in banda larga ed il 16,5% una connessione mobile.

Tuttavia, il 42,2% delle microimprese reputa internet non necessario o inutile per l’attività che svolge. Le microimprese utilizzano internet soprattutto per i servizi bancari e finanziari (62,8%) o per ottenere informazioni (42,1%), ma anche per svolgere procedure amministrative interamente per via elettronica (26,9%). Un terzo delle microimprese utilizza un sito web o pagine internet.

Articolo di Luigi Ferro apparso su Ict4Executive

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La nostra azienda è stata beneficiaria, negli anni 2020 e 2021, di aiuti di Stato per cui è richiesto obbligo di pubblicazione.

Le informazioni sugli aiuti ricevuti sono consultabili nella sezione Trasparenza di RNA, al seguente link.

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