Come farsi odiare sui social network.
- Written by Donato A. Menga
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C'era un volta il galateo... quello delle posate, delle cose da dire e non dire, della precedenza alle donne (in alcune situazioni, non in tutte). Poi venne la netiquette. Anche il web è una questione di etichetta, a maggior ragione se consideriamo il crescente e, sempre più, inopportuno uso dei sociel network.
Non vere e proprie regole ma una codifica di sensazioni: quante volte vi è capitato di pensare, rispetto all'aggiornamento di status di un amico/conoscente/follower ecchissenefrega? Quante volte il post vi ha fatto pensare che il tizio o la tizia avessero bisogno di un attimo di celebrità? Ecco svelati, entro una casistica interessante, le tipologie più diffuse di post inopportuni sui social network. Chi si vanta per autocelebrare le proprie capacità o mettere in vetrina una vita splendida lo fa per costruzione di immagine o indurre all'invidia per la propria esistenza, chi fa il figo/a con messaggi difficili da comprendere quasi da KGB ha bisogno di attenzione, chi usa i social come un diario di bordo rischia di scadere nel banale evidenziando solitudine, narcisisimo. E poi ancora i messaggi privati che diventano pubblici (come se si volesse parlare a nuora perché suocera intenda), la fiera delle ovvietà sulle notizie di cronaca fino ad arrivare al mio tipo preferito, quello delle illuminazioni mistiche da citazione.
Ma, nel contempo, qualche piccolo consiglio per chi vuole usare gli strumenti social in modo sobrio ed utile: siate interessanti senza essere saccenti, informate senza dare l'impressione del travaso di nozioni, siate divertenti, spiritosi, piacevoli ma fatelo con vostre parole, con il vostro modo di essere.
E, se volete, vi consiglio la lettura di un articolo molto più approfondito sul tema a questo link.