Un'app per sapere chi ti odia sui social

 

Molto probabilmente non tutti i vostri amici di Facebook riscuotono la vostra simpatia e altrettanto probabilmente la cosa è reciproca. Quindi non è azzardato pensare che sia giunta l’ora di eliminare dalla nostra lista di contatti le persone per le quali non proviamo simpatia, in considerazione del fatto che si può risolvere il problema semplicemente non leggendo i loro post, utilizzando la funzione “Unfollow”, evoluzione della vecchia “Hide All”.

Ma se non ve la sentite di prendervi la responsabilità di eliminare qualcuno dalla vostra lista di amici, con la possibilità di dover anche dare spiegazioni sui motivi di una decisione simile, vi è una nuova app che vi potrà venire in aiuto, facendo il “lavoro sporco” al vostro posto.
Questa app si chiama “Hate With Friends” e vi dà la possibilità di sapere se, tra voi e un vostro amico di Facebook l’antipatia è reciproca.

Il suo funzionamento è molto semplice: una volta entrati nel sito, ingresso da effettuare utilizzando le vostre credenziali di Facebook, vi verrà fatto visualizzare l’elenco degli amici che avete sul social network. Vicino ad ogni contatto vi apparirà il pulsantino “lo odio/la odio”. E’necessario un semplice click e se la persona in questione ha effettuato la medesima operazione nei vostri confronti, ecco che vi arriverà una mail nella quale vi verrà comunicato che l’odio è reciproco.

Arrivati a questo punto dovrete decidere se utilizzare l’opzione “rimuovi dagli amici” oppure cercare di ricucire il vostro rapporto virtuale, con la spedizione di un regalino, ovviamente virtuale anch’esso.

Ma a chi dovremo dire grazie nel caso in cui dovessimo utilizzare questa app per decidere se eliminare qualcuno dai nostri contatti? A Chris Baker, già noto per aver creato “Unbaby.me”, il quale ha voluto, con questa sua ultima creazione, prendere in giro “Bang With Friends”, il “sexy-poke” che vi dà la possibilità di scoprire quale amico vorrebbe fare sesso con voi.

Baker ha dichiarato che, per la sua natura di risposta ironica a “Bang With Friends”, questa sua ultima creazione, pronosticata come il nuovo passatempo che terrà occupati i frequentatori del social network nei primi mesi del 2014, va utilizzata come un semplice passatempo da non prendere troppo sul serio.

Tuttavia, l’auspicio di Baker sembra destinato a non realizzarsi. Secondo il “Daily Mail” molti utenti non avrebbero trovato così divertente questa applicazione, ritenendo che basterebbe semplicemente eliminare una persona dai contatti o non aggiungerla proprio, invece di ricorrere a questa app. Tutto condivisibile ma è altrettanto vero che è interessante scoprire chi ci detesta senza renderlo palese.

 

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Costruisci la tua banca dai social network

Hello bank!, la Banca digitale lanciata qualche settimana fa con un evento educational dedicato alla “No Cash Society” presso la Triennale di Milano, rappresenta il nuovo modo di essere Banca di BNL Gruppo BNP Paribas. Il brand, nato per essere continuamente in movimento, sta già lavorando per crescere e evolversi, con nuove iniziative, insieme alle persone a “DNA digitale” per le quali è stato ideato.

Hello! Makers è la prima di queste iniziative, messa a punto dal team We Are Social – che a Roma supporta le attività “social” di BNL – insieme a Hello bank!. Questo progetto mira a portare “le idee delle persone al centro della Banca” e si basa, infatti, sull’importanza della conversazione e del dialogo e sugli impatti diretti che questi possono avere nel migliorare prodotti e servizi per i clienti. Lo scopo di Hello! Makers è quello di far incontrare persone con background professionali e personali differenti, per discutere su tematiche legate all’innovazione e di come questa può essere in grado di cambiare la vita di tutti i giorni, non solo in un’ottica business e finance. Gli incontri si svilupperanno attraverso laboratori periodici virtuali, su una piattaforma di conversazione dedicata, ai quali partecipano i “makers”: persone della Banca ed esperti di finanza, comunicazione e business. All’interno di questa piattaforma verranno stimolate discussioni su diversi temi legati all’evoluzione della Digital Life, per raccontare, individuare e condividere le nuove abitudini, i modelli sociali e di consumo e le necessità più rilevanti delle persone in termini di servizi e prodotti. I laboratori Hello! Makers, inoltre, serviranno anche a testare in anteprima nuovi servizi e prodotti che verranno lanciati da Hello bank! e progettarne di nuovi.

Gli spunti migliori e le discussioni più interessanti saranno estesi a un target più ampio tramite il blog e tutti i canali social Hello bank!, oltre ad essere condivisi attraverso i tool di comunicazione interna della Banca. Oltre allo spazio virtuale della piattaforma e del blog, inoltre, saranno organizzati eventi e incontri face to face tra i partecipanti. In occasione dell’evento di lancio di Hello bank! alla Triennale di Milano, infatti, si è già tenuto un primo workshop in cui i “makers” hanno potuto confrontarsi e condividere le proprie esperienze e competenze. Tra i temi affrontati la “web reputation aziendale”, come viene percepita dal cliente e come può essere sfruttata positivamente dall’azienda per conoscere meglio i propri clienti e le loro esigenze.

Per We Are Social hanno lavorato a questo progetto: Antonella Franzoni – Senior Account Director Alice De Ferrari – Account Manager Luca Temporelli – Account Executive Luca Della Dora – Strategy Director Daniele Piazza – Design Director Giulio Bordonaro – Senior Creative Producer Giorgio Marziani De Paolis – Senior Technologist Cristian Schirru – Technologist

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5 cose da non fare su Twitter

Twitter è il social network più minimale. Ma la sua semplicità è apparente e poche regole da tenere a mente possono aiutare molto. Digiday ha creato cinque grafiche da tenere a mente. Le riproponiamo con un piccolo commento.

1 - Marketing in tempo reale: il motto “purché se ne parli” per i social network è generalmente falso. Meglio essere efficaci.

2 - Hashtag: la tentazione di inserire cancelletti dappertutto è forte. Ma la vera funzione degli hashtag è dar vita a un trend e solo pochi brand hanno la forza per crearne uno. È allora meglio utilizzarne uno già diffuso.

3 - Volgarità: solo pochi brand possono permettersi di superare il confine della decenza. In tutti i casi bisogna essere estremamente cauti.

4 - Coinvolgere il lettore: è la base del lavoro di un social media manager, ma se si deve implorare gli utenti per una risposta, allora c’è qualcosa che non va.

5 - Esser chiari: non c’è spazio su Twitter per gli slogan accattivanti. Se non si riesce a esprimersi in modo elementare allora meglio evitare di scrivere.

 

Fonti Primaonline e Digiday

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Come farsi odiare sui social network.

 

C'era un volta il galateo... quello delle posate, delle cose da dire e non dire, della precedenza alle donne (in alcune situazioni, non in tutte). Poi venne la netiquette. Anche il web è una questione di etichetta, a maggior ragione se consideriamo il crescente e, sempre più, inopportuno uso dei sociel network.

Non vere e proprie regole ma una codifica di sensazioni: quante volte vi è capitato di pensare, rispetto all'aggiornamento di status di un amico/conoscente/follower ecchissenefrega? Quante volte il post vi ha fatto pensare che il tizio o la tizia avessero bisogno di un attimo di celebrità? Ecco svelati, entro una casistica interessante, le tipologie più diffuse di post inopportuni sui social network. Chi si vanta per autocelebrare le proprie capacità o mettere in vetrina una vita splendida lo fa per costruzione di immagine o indurre all'invidia per la propria esistenza, chi fa il figo/a con messaggi difficili da comprendere quasi da KGB ha bisogno di attenzione, chi usa i social come un diario di bordo rischia di scadere nel banale evidenziando solitudine, narcisisimo. E poi ancora i messaggi privati che diventano pubblici (come se si volesse parlare a nuora perché suocera intenda), la fiera delle ovvietà sulle notizie di cronaca fino ad arrivare al mio tipo preferito, quello delle illuminazioni mistiche da citazione.


Ma, nel contempo, qualche piccolo consiglio per chi vuole usare gli strumenti social in modo sobrio ed utile: siate interessanti senza essere saccenti, informate senza dare l'impressione del travaso di nozioni, siate divertenti, spiritosi, piacevoli ma fatelo con vostre parole, con il vostro modo di essere.


E, se volete, vi consiglio la lettura di un articolo molto più approfondito sul tema a questo link.

 

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