Mktg & Com (35)

#FIrst, racconta la tua prima volta a Vodafone

Spoek Mathambo racconta la sua prima volta (da qui il nome dell'iniziativa #First, appunto) in cui tramite strumenti tecnologici è riuscito ad instaurare un rapporto con i ragazzi di una tribù sudafricana: uno smartphone, una connessione, un file mp3 da far ascoltare e il muro della diffidenza, della differenza linguistica e culturale cade. 

Mary Kom, invece, usa le nuove tecnologie per far conoscere alle donne indiane il suo Female Fight Club, un posto dove le donne di quella terra possono imparare le tecniche di autodifesa e, con esse, accrescere la propria autostima.

Sono le prime due storie raccontate da #First, il programma di Vodafone, che punta ad ispirare le persona a realizzare qualcosa di straordinario usando la tecnologia mobile. 

Vodafone Firsts – ha dichiarato Barbara Haase - vuole incoraggiare l’innovazione personale e ispirare modi di pensare diversi. La tecnologia mobile ha cambiato notevolmente le nostre vite in un tempo relativamente breve, consentendoci di fare cose che vanno dalla programmazione di un viaggio in pochi secondi alla collaborazione per aiutare i singoli realizzare le loro ambizioni.

Nei prossimi giorni, il recordman inglese del surf Tom Lowe utilizzerà la tecnologia mobile per raggiungere una delle onde più pericolose del mondo, la “Todos Santos”, collocata sulla punta settentrionale di Baja California in Messico, e per permettere a Lowe di tenersi in contatto con la famiglia in Cornovaglia, in Inghilterra. Vodafone aiuterà il surfista trentenne ad utilizzare un sistema di previsioni oceanografiche sul proprio smartphone che lo aiuterà a localizzare l’onda e a tentare di essere il primo europeo a cavalcarla. Lowe viaggerà in aereo, in macchina, in barca, a piedi e sulla tavola da surf per raggiungere l’onda “Todos Santos”.

Il percorso di ogni First di Vodafone può essere visionato sul portale www.firsts.com. Le prossime storie che arricchiranno il sito web comprendono: una produzione teatrale finanziata mediante crowdsourcing, un coro diretto mediante l’uso di colori e una foresta che canta.

 

Fonte news.vodafone.it

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Nuova Zelanda. Marketing turistico con le terre dello Hobbit

Un enorme libro pop-up, lungo come due campi da tennis e alto 15 metri, mostra i paesaggi più affascinanti della Nuova Zelanda ai chi giungerà a Los Angeles per assistere alla prima del secondo film della trilogia dello Hobbit ‘La desolazione di Smaug’, in arrivo nei cinema di tutto il mondo il 13 dicembre.

Voluto da Tourism New Zealand, il libro mostrerà per 5 giorni presso il Beverly Hilton Hotel come gli scenari che fanno da sfondo al film possano diventare realtà per chi visita il paese.

Quattro le ambientazioni da ‘sfogliare’: Hidden Bay (Turoa, Ohakune), Forest River (Pelorus River, Marlborough), Lagolungo (Lake Pukaki, Mt Cook), la casa di Beorn (Paradise, Queenstown), che accoglieranno gli eventi con il cast dedicati alla stampa, eventi su invito per gli sponsor e anche alcuni fortunati fan.

L’ideazione si deve a Whybin\TBWA Auckland, la realizzazione è di WETA Digital e 3 Foot 7.

Articolo apparso su BrandNews

 

 

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Istat. Imprese italiane "Conservatrici"

Un Paese di aziende "conservatrici". Così le definisce l’Istat che nel 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi, spiega che di questo gruppo fanno parte quasi il 64% delle aziende. 

Relativamente più presenti nei servizi diversi dal commercio e delle costruzioni, hanno un profilo strategico semplice (poche strategie e per lo più difensive), con bassa propensione all’innovazione (innova circa il 20% delle imprese) e sono rivolte soprattutto ai mercati locali (circa il 67%). Forte la presenza delle imprese meridionali e, in misura inferiore del Centro.

Quattro sono le altre tipologie che spiegano l’universo delle imprese italiane. Le “dinamiche tascabili”: sono poco meno del 20% delle imprese. Hanno un profilo strategico articolato che punta su diversificazione produttiva e nuovi prodotti, esprimono un’elevata propensione innovativa (52%), ma sono ancora prevalentemente legate al mercato locale (55,8%).

Le “aperte” sono il poco più del 7% delle imprese, hanno una presenza piuttosto elevata di imprese industriali (il 42,7%), elevata internazionalizzazione (quasi il 70% opera sul mercato estero), apertura verso nuovi mercati (circa una su due) e capacità di attivare relazioni con altre imprese (100%). Inoltre vantano una forte propensione innovativa (59,1%).

Il quarto gruppo è quello delle “innovative” che vale il 7% delle imprese. Questo gruppo presenta un profilo settoriale abbastanza simile a quello medio. Dominano comportamenti innovativi, e forte propensione alle relazioni di collaborazione. Queste imprese hanno un forte orientamento al mercato domestico, alla competitività di prezzo e alla qualità del prodotto.

Infine, le “internazionalizzate spinte”, il 2,6% delle imprese. Una su due fa parte dell’industria, hanno un’apertura massima verso l’estero, così come la capacità di attivare relazioni (100%). Molto elevata anche la propensione ad innovare (68,9%). Flessibilità produttiva e diversificazione i più rilevanti fattori competitivi. Le strategie di queste imprese puntano maggiormente all’aumento della gamma di prodotti e all’accesso a nuovi mercati.

Nel censimento l’Istat traccia a anche un bilancio degli ultimi dieci anni che definisce come “Un decennio perduto di crescita della produttività del lavoro”. Con una crescita complessiva dell’1,6% in termini reali , la dinamica del Pil italiano è stata la più lenta tra tutte quelle dei paesi europei.

Tra il 2008 e il 2012, in particolare, è stato perso oltre l’80% della crescita realizzata dal 2000 al 2007. I dati più recenti mostrano timidi segnali di ripresa nel settore industriale, mentre nei servizi sembra persistere un quadro recessivo.

Sempre nello stesso periodo il sistema delle imprese ha mantenuto una connotazione fortemente incentrata sulla piccola dimensione aziendale: nel 2011 risultano attive circa 4,4 milioni di imprese, con 16,4 milioni di addetti.

L’utilizzo di Internet è lacunoso nel mondo delle microimprese. Il 77% delle imprese tra i 3 e 9 addetti dispone di una connessione. Il 65,7% utilizza un collegamento in banda larga ed il 16,5% una connessione mobile.

Tuttavia, il 42,2% delle microimprese reputa internet non necessario o inutile per l’attività che svolge. Le microimprese utilizzano internet soprattutto per i servizi bancari e finanziari (62,8%) o per ottenere informazioni (42,1%), ma anche per svolgere procedure amministrative interamente per via elettronica (26,9%). Un terzo delle microimprese utilizza un sito web o pagine internet.

Articolo di Luigi Ferro apparso su Ict4Executive

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Contorsionisti in valigia per Meridiana

A consolidare il lancio della campagna “La compagnia sbagliata ti può rovinare la vacanza” di Meridiana, avvenuto attraverso stampa, affissione e web, Draftfcb  ha realizzato  uno speciale “flash event durante la giornata di massima affluenza del TTG – Travel Trade Italia, alla Fiera di Rimini.

Tra gli stand di operatori e compagnie aeree, si è visto transitare un muletto con al seguito due carrelli ricolmi di bagagli. Questi bagagli sono stati scaricati da due addetti e qui è iniziata la sorpresa: prima qualche movimento, poi una mano, poi un braccio e infine interi viaggiatori sono usciti dalle valigie in cui avevano viaggiato ripiegati come contorsionisti.

Sotto lo sguardo dei numerosi spettatori, i viaggiatori si sono sgranchiti, hanno cercato di capire dove erano finiti su una mappa e si sono allontanati, non prima però di aver srotolato uno striscione con il messaggio firmato Meridiana: “Niente acrobazie con i bagagli per i nostri clienti. Bagaglio a mano e in stiva sempre inclusi nel prezzo”.

Fonte BrandNews

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Phishing e Spam: l'Italia balza al terzo posto nel mondo

 

L’Italia sale al terzo posto nel terzo trimestre 2013 nella classifica mondiale delle nazioni che inviano più messaggi spam. Lo riferisce Trend Micro Inc., impegnato a livello internazionale nella sicurezza per il cloud, presentando il report Q3 2013 Security Roundup. Dalla ricerca emerge un peggioramento del fenomeno rispetto al sesto posto occupato nel trimestre precedente, dopo essere entrata in classifica come new entry. Numero 1 di questa poco prestigiosa classifica dello spam sono gli Stati Uniti, seguiti dall’Argentina.

Nel report vengono poi prese in esame altre due questioni: gli attacchi ai sistemi di Apple e delle azioni malware nel settore dell’online banking.

Per quanto riguarda la Mela arriva una buona notizia. Dopo aver registrato un picco di 5.800 attacchi a maggio, le operazioni di phishing nei confronti dei sistemi operativi iOS sono rimaste stabili nel terzo trimestre 2013, con 4.100 operazioni rilevate in luglio, 1.900 in agosto e 2.500 in settembre. Ma le preoccupazioni crescono per il quarto trimestre, dal momento che si stima che Apple potrebbe vendere 31 milioni di iPhone e 15 milioni di iPad nel periodo natalizio.

Quanto all’online banking, i ricercatori Trend Micro hanno identificato più di 200.000 infezioni malware. Le nazioni più colpite a livello mondiale sono gli Stati Uniti, con il 23% di attacchi, il Brasile con il 16% e il Giappone con il 12%. Europa, Germania e Francia segnano solo un 3%, un dato spiegabile con gli alti requisiti di identificazione richiesti nel vecchio continente.

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie i ricercatori Trend Micro esprimono quindi le loro preoccupazioni sul possibile aumento di siti di phishing per Apple e un picco di azioni malware nel settore dell’online banking. I consumatori dovranno quindi prestare la massima attenzione durante il loro shopping online e proteggere il più possibile i propri dati personali e finanziari.

“I consumatori riconoscono la convenienza dell’online banking, ma purtroppo anche i cyber criminali, che sviluppano in continuazione sistemi per sfruttare una generale mancanza di consapevolezza” afferma JD Sherry, Vice President of Technology and Solutions di Trend Micro. “Per quanto riguarda i sistemi operativi Apple, non bisogna abbassare la guardia. Sebbene siano stati sempre considerati dei paradisi lontani dalle minacce, i nostri dati rivelano che le informazioni personali rischiano di essere compromesse nel momento in cui le truffe di phishing continuano ad affliggere queste piattaforme. In conclusione, i dati suggeriscono che una potenziale ‘tempesta perfetta’ potrebbe incombere sulle festività natalizie, momento nel quale i consumatori aumentano l’utilizzo delle piattaforme mobili.”

 “I dati del report evidenziano vecchie conoscenze e nuove minacce che rendono sempre più complesso il panorama del cybercrime internazionale” commenta Gastone Nencini, Country Leader di Trend Micro Italia. “Per quanto riguarda il nostro paese è interessante notare la crescita esponenziale dello spam, che ancora oggi rappresenta uno dei principali veicoli di attacco in tutto il mondo. L’aumento delle iniziative che partono dall’Italia testimonia come le organizzazioni cyber criminali siano sempre più radicate anche nel nostro territorio”.

Articolo apparso su Corriere Comunicazioni

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Telecom scorazza Expo 2015 per le vie di Milano

Ecco le prime vetture dell’Autoparco Operativo di Telecom Italia – mezzi berlina e furgonati – personalizzate col logo Expo 2015 che a partire da oggi circoleranno a Milano ed in tutta la Lombardia ricordando l’appuntamento con l’Esposizione Universale che si svolgerà dal 1° maggio al 31 ottobre del 2015 nella zona di Rho-Pero.

L’iniziativa coinvolgerà progressivamente gli oltre 2000 veicoli in uso al personale tecnico nella regione per sottolineare ulteriormente il ruolo di Telecom Italia quale Official Global Partner per la Connettività ed i Servizi ICT integrati di Expo 2015.

Fonte Corriere delle Comunicazioni

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Marketing digitale in Italia? Ibm dice: NO

Tra il dire e il fare c'è di mezzo la tecnologia. In un momento storico ed economico in cui la parola d'ordine è sopravvivenza, anche nei contesti dove la collaborazione con partner e clienti in chiave digitale si sta facendo imperativa, investire negli strumenti che aiutano a diminuire il gap non è giudicato ancora prioritario. Per lo meno in Italia. Dove però la sensazione di aver costruito una solida strategia fisico-digitale è più forte che in altri Paesi.

A dirlo sono gli stessi top manager - 171 per l'esattezza - delle imprese tricolori, che si sono confessati in un ciclo di interviste face-to-face condotte dall'Ibm Institute for Business Value (la costola di Big Blue che si occupa di ricerche e analisi per potenziare le attività di consulenza). L'inchiesta è parte di un'indagine più estesa, realizzata a livello globale, che ha coinvolto 4 mila colletti bianchi tra ceo, cfo, cio e responsabili marketing e risorse umane di organizzazioni pubbliche e private attive in 16 settori produttivi. I trend principali della survey? I dati presentati oggi a Milano estrapolati dallo studio (che non a caso è stato battezzato 'Customer-activated enterprise') parlano chiaro: “Rispetto ai loro colleghi internazionali, i manager italiani attribuiscono alla tecnologia un livello di impatto inferiore sulle aziende in cui lavorano”, ha spiegato Marco Fregonese, Innovation & Growth, Global Business Services, Ibm Italia”. Inoltre vedono il ricorso a partnership esterne come un elemento di minor rilevanza e comunque finalizzato alla riduzione dei costi, più che alla creazione di valore. Sono infine meno orientati a modelli organizzativi aperti”.

Quando si parla di influenza della customer base sulla pianificazione delle attività aziendali, i leader italiani sostengono di lavorare attualmente sull’eliminazione delle barriere interne ed esterne all'organizzazione. L'obiettivo è incoraggiare il contributo dei clienti non soltanto nelle azioni tradizionali, ma anche in aree più sensibili, come per esempio le politiche sociali e ambientali, arrivando inglobarlo nella strategia di business stessa. Solo che ancor più dell'adozione degli strumenti digitali, è considerato prioritario il coinvolgimento e l'attivazione delle risorse umane interne.

Il secondo paradosso è rappresentato dal fatto che mentre per il 61% dei dirigenti del Belpaese il cliente ha grande influenza sull'organizzazione, soltanto il 35% lo coinvolge nelle attività di business. Il che, suggerisce lo studio Ibm, dipende dalla scarsa conoscenza del mercato (se a livello mondiale meno della metà dei C-level dichiara di conoscere bene i propri clienti, in Italia solo il 31% può dire altrettanto), un gap che nelle intenzioni degli intervistati deve essere colmato nel giro dei prossimi tre-cinque anni. Una strada che parrebbe obbligata. L'indagine mette infatti in evidenza una relazione diretta tra la comprensione del cliente e il successo dell’impresa: il numero di aziende con performance superiori alla media che dicono di avere una comprensione elevata del cliente supera del 62% il numero di quelle meno performanti.

Ma non tutti i dati vengono per nuocere. Come detto, i manager italiani si sentono molto confidenti nella capacità che hanno le imprese che dirigono di costruire strategie a cavallo di marketing fisico e digitale. Ben il 45% del campione tricolore dichiara infatti di saper gestire l'integrazione tra strumenti tradizionali e 2.0, mentre i colleghi internazionali che affermano di avere una limitata strategia fisico-digitale o di non averla affatto sono addirittura i due terzi degli intervistati.

Un disagio messo in evidenza anche dalle risposte che ha fornito Watson, il sistema cognitivo di Ibm, interpellato su circa 10 mila frasi estratte dalle interviste, dalle quali emerge che sia i manager italiani che quelli stranieri non hanno una strategia chiara e coesa per le attività sui social media. Mentre lo spauracchio più grande per i nostri connazionali consiste nella difficoltà di misurare il Roi sulle attività digitali. Paradossalmente, un problema che potrebbe essere risolto ancora una volta grazie all'IT. Avete mai sentito parlare di Business analytics?

Articolo di DOmenico Aliperto apparso su Corriere delle Comunicazioni

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Jeep sperimenta smartclip su ilmeteo.it

Smartclip, la piattaforma globale per brand e video advertising multi-screen, intensifica la partnership con iLMeteo.it e contribuisce allo sviluppo del nuovo formato Custom Video, formato multi-piattaforma attivo sui canali web, mobile (app e msite) e smart tv.

Jeep è il primo brand del settore automobilistico a conquistare questo nuovo spazio di comunicazione per la campagna della nuova Jeep Gran Cherokee che promuove una formula di acquisto in leasing. Quest’attività si inserisce all’interno della strategia di comunicazione sviluppata da Maxus per Jeep Gran Cherokee.

Lo sfondo che accompagna la carta metereologica commentata dagli speaker de iLMeteo.it diventa uno spazio per ospitare in esclusiva la creatività di un brand: durante il riassunto delle previsioni del tempo, la creatività promozionale è posizionata accanto alla carta metereologica, in modalità “slim skin”. Al termine delle previsioni, la carta metereologica scompare per lasciare tutto lo spazio della scenografia all’advertising del brand — in modalità “wide skin” — e alla call to action che, attraverso un link, permette di accedere rapidamente al sito dell’azienda. Inoltre, al termine del contenuto editoriale, i presentatori possono interpretare un messaggio pubblicitario, preventivamente approvato dall’editore e dal cliente finale, della durata massima di 20 secondi.

 

Fonte Brand News

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Sandra Oh di Grey's Anatomy racconta Sky in uno spot

E’ on air la nuova campagna tv di Sky con protagonista Sandra Oh, che nei panni di Cristina di Grey’s Anatomy, irrompe nella vita delle persone per raccontare la tv come dovrebbe essere.
In un episodio, sorprendendo una giovane coppia al rientro da una festa, Cristina spiega come il nuovo My Sky permette di vedere e rivedere le proprie scene preferite, con l’uso di un semplice tasto del telecomando. In un secondo soggetto, la sera, a bordo di un autobus, dopo una dura giornata di lavoro. in ospedale, suggerendo ad una ragazza che rimane sbalordita per qualche secondo, il nuovo Sky On Demand che permette di vedere quando vuoi tutte le serie tv preferite.

Luca Scotto di Carlo e Vincenzo Gasbarro, Creative Partner di M&C Saatchi dichiarano “Sandra oltre ad essere davvero catalizzante, è l’attrice più adatta per raccontare le serie Tv di Sky. Abbiamo scelto di lavorare con la casa di produzione HSI a Los Angeles insieme al regista Ryan Ebner, che ha saputo dare al lavoro lo stesso linguaggio e stile cinematografico delle serie Tv, molto amate dagli Italiani”.
La campagna è on air per tre settimane.


Articolo apparso su BrandNews

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Un sottomarino in centro a Milano per Genertel

Al via la campagna tv che mostra l’operazione realizzata da M&C Saatchi, che firma anche lo spot. Pianifica Havas, per la prima volta per Genertel anche nel prime time delle generaliste di Rai e Mediaset

Un sottomarino che emerge a due passi dal Duomo di Milano e tampona un’auto: un evento ‘incredibile’ che diventa il soggetto della campagna “Tutto può accadere” di Genertel, compagnia diretta del Gruppo Generali. Il nuovo spot di Genertel, anticipato dall’evento di ambient marketing che simulava la reale emersione di un sottomarino nel pieno centro di Milano, ha l’obiettivo di far riflettere sull’importanza della protezione e della sicurezza contro gli imprevisti della vita di tutti i giorni.
Il sottomarino #L1F3, che ha fatto rapidamente il giro del mondo sui principali mezzi di informazione stampa, radio e tv, tra cui Cnn e Cnbc, e sui social network, raggiungendo circa 1.500.000 utenti, più di 2.200 foto su Instagram ed ottenendo una copertura mediatica che ha sfiorato i 3.000.000 di impression, è ora il protagonista della nuova campagna di comunicazione di Genertel con il claim, “Tutto può accadere”.
La campagna, on air fino al 30 ottobre, prevede un totale di 5000 spot, da 15’’ e 30’’, sui canali tematici di Sky e, per la prima volta per Genertel, anche nel prime time delle reti generaliste di Rai e Mediaset.
La creatività è stata sviluppata da M&C Saatchi mentre la pianificazione è a cura di Havas.

 

Fonte Brand News

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Le informazioni sugli aiuti ricevuti sono consultabili nella sezione Trasparenza di RNA, al seguente link.

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